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Categoria: cronache

Sul confine

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            Ernesto Treccani-Popolo di volti- da http://www.settemuse.it

 

Sul confine è tutto fermo nessuno
si muove si gira dal collo
al cielo per guardare quello che non
accade

Su quella linea è fila transumana
che spinge dentro dove
tutti aspettano sporchi e stanno come
anche quelli fuori su quel filo

sanguinolento dove     finisce il continente
tra fango e tosse
di dichiarazioni     fumo
plastico
che respirano i bambini

Idomeni io non lo so dov’è
so che da li si torna senza
esserci arrivati                e
non sento voci ma catarro
in fondo un languore     di schermo
in un bar nell’ora di cena

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"Unione" di Elena D'Andrea - particolare

“Unione” di Elena D’Andrea, particolare

In questi giorni sto lavorando, insieme agli altri amici della redazione, al prossimo numero della rivista Poliscritture. Il tema scelto, e forse non poteva essere diversamente, è quello della condizione ormai permanente di un pianeta sempre più “senza pace”, che è il titolo della prossima pubblicazione. Prendendo tristemente atto che le guerre sono ormai diventate una caratteristica strutturale dell’ordine globale e della nostra contemporaneità, affrontiamo la questione da molteplici punti di vista: le forme della guerra, i concetti che la sottendono, il quadro geo-politico attuale, la guerra nei mass-media, nelle riviste e nell’arte e infine una ricerca sulle possibili risposte. In questa ultima direzione, di chi non si rassegna ad un mondo costantemente “senza pace”, ho cercato di raccogliere dei contributi rivolgendomi a persone e contesti che in questi anni ho attraversato con l’impegno politico e culturale. Leggi il seguito di questo post »

1° maggio 2015, è passato ormai un mese…

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…dalla manifestazione del 1°Maggio a Milano di critica ad Expo e di discussione intorno ad essa ce n’è stata molta. Segnalo quella che si è sviluppata sul Blog di Poliscritture. Riporto il mio intervento in risposta ad altri e invito a leggere anche la replica successiva al mio, che giudico molto interessante pur nella diversità di idee, e qui la mia ulteriore risposta.

Su una cosa concordo con l’incipit di Ennio: serve un progetto politico! eccome se servirebbe ma di certo non se ne vedono nel senso auspicato da questa discussione. Detto questo non capisco però come dalla “pagliuzza” del teppismo ribellista e del vandalismo fine a se stesso possa scaturirne uno capace di fermare la “trave” del potere capitalista, delle grandi opere, dello sfruttamento globale ecc. ecc. A meno che non si voglia ragionare, vista la situazione, nei termini del tanto meglio tanto peggio; se fosse così allora non parliamo di progetti politici.
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Cronache 1

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Ancora su Charlie Hebdo

Passato qualche giorno dai fatti di Parigi è il momento della riflessione. Provo a farlo da giorni e mi rendo conto che la questione è estremamente complicata, oscura, e foriera di prospettive non certo entusiasmanti per le nostre democrazie, già sufficientemente arroccate e chiuse (chi non l’avesse ancora fatto vada a vedere il film “Io sto con la sposa” per rendersi conto che cosa intendo). L’immagine che riporto ad esempio non so quanto possa tranquillizzare o invece preoccupare. Certo, dipende molto in quale punto del pianeta si vive…Comunque sia discuterne può servire. In questo senso vi segnalo tre post dal blog Poliscritture dove si possono trovare molti spunti interessanti. Si comincia con una riflessione antesignana sulla domanda se la civiltà mussulmana è in declino; poi si prosegue con una raccolta di vari interventi apparsi sul web all’indomani della strage; infine una  riflessione sulla manifestazione di parigi di Domenica scorsa su cui sono intervenuto con la riflessione che segue, all’intervento principale

Lo dico chiaramente, questo modo di ragionare non mi piace. Nonostante condivida l’80? il 90? il 95% della riflessione di Riolo mi dissocio dall’idea di fondo che sottende il suo intervento e dalle conclusioni, per quello che sono riuscito a comprendere. E spiego il perchè: Leggi il seguito di questo post »

Visioni

ilpianeta

Visto il periodo e visto il rischio di scivolare nella retorica del natale, tradizionale o alternativo che sia, parliamo d’altro: propongo l’anticipazione del mio piccolo contributo al prossimo numero 11 della rivista Poliscritture dedicato alla scienza. L’articolo è il ricordo di una esperienza personale di quando ero bambino dalla quale è poi nata la mia passione, molto sotto traccia, per la science-fiction con consiglio finale per un film di tanti anni fa…

IL PIANETA PROIBITO

La mia passione per la letteratura di fantascienza o science-fiction, come volete voi, nasce da un episodio vissuto da bambino che la tecnologia di oggi, allora neanche immaginabile, mi ha permesso di rivivere concretamente…In una sera imprecisata di un anno altrettanto imprecisato tra il 1967 e il 1969, anni nei quali facevo le elementari e la televisione era ancora a canale unico e rigorosamente in bianco e nero, mi capitò di vedere un filmdi fantascienza il cui ricordo mi accompagnò negli anni a venire. Sono della generazione del “dopo carosello a letto…” ma quella sera evidentemente ci fu una eccezione.

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In ricordo di Pier Paolo Pasolini

Locandina

Da mercoledì 26 a domenica 30 novembre 2014
Spazio Lavit, Varese via G. Uberti n. 42
Libri Aperti GEOMETRIE IMPERFETTE – A Pier Paolo Pasolini
Personale di Gaetano Blaiotta

Testo in Catalogo di Dorothy Crane e una poesia di Luca Chiarei.

L’autore si ripresenta con una mostra – evento dedicata ai segni: artista poliedrico, frequenta la pittura, la scrittura, la performance, intrecciandole in un unico respiro. Una gestualità istintiva e sofferta: si traduce in un linguaggio che ha parola di trasfigurazione, è un richiamo profondo che risucchia sogni ancestrali.

E’ con questi mezzi che Blaiotta dà vita ai Libri Aperti (pittura e segni, sulla tela come sulla carta): una performance che vive tra il suo fare e il pubblico: segni, e parole fissate in una grande tela che accoglierà le immagini del video “Profezia” interpretato da Blaiotta.

Pasolini rimane una fonte inesauribile di stimoli, di studio, di passione, anche per le generazioni che lo scoprono dopo la sua tragica e prematura scomparsa dai Vivi. E’ questa miniera di conoscenza, di sapere, di Bellezza, che ancora oggi stimola chi si avvicina alla sua eredità.

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