ITEMPIEIVERSI

Categoria: Arte

Autocoscienza (?) sulla poesia. Riflettendo…

Maria LaiOmaggio a Gramsci (particolare)
Museo Stazionedellarte Ulassai (NU)

L’atto dello scrivere, a qualsiasi livello di qualità si collochi, essendo orientato a veicolare un contenuto rivolto verso l’esterno, dovrebbe essere sempre eseguito in maniera assolutamente consapevole. L’autore dovrebbe avere chiari i propri obiettivi insieme al senso generale che vuole attribuire alla propria opera (magari un senso generale non è necessario…). A maggiore ragione se l’atto della scrittura è quello della versificazione, un gesto letterario che sembra progressivamente (inesorabilmente?) perdere di interesse e rilevanza generale, sfumando lentamente dal proprio perimetro di competenza. Senza consapevolezza, considerazione quasi banale per i più ma nel mio percorso imperativo necessario, la poesia invece che scritta è messa in scena diventando un gesto mimetico di altro, non corrispondente, non autentico. Con questo non intendo affermare che la consapevolezza è sempre garanzia del valore del risultato finale ottenuto; serve poi lo studio, la ricerca, il talento e dopo e soprattutto la critica letteraria e l’autocritica (militante?), insomma la dialettica tra le posizioni.

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Segnalazione

Apertura 10.00/19.00 Ingresso gratuito

Segnalo con piacere anche quest’anno l’iniziativa del gruppo le ArtiPossibili, realtà impegnata a promuovere la creatività artistica come risorsa e pratica sociale oltre che espressione individuale, con iniziative che si collocano creativamente al di fuori dei canali consueti. Lo scorso anno il baricentro fu la costruzione di un’opera unica, la “grande” coperta, sulla quale convergevano le creatività di più artisti o gruppi. Quest’anno invece il centro è la carta, intesa non tanto come supporto per la comunicazione ma come materia da manipolare e rielaborare per l’espressione artistica. Per dirlo con le parole delle organizzatrici “Strumento di creazione, supporto del tracciare, della stampa, del colore ma anche materia che si fa volume con piegature, intagli, sovrapposizioni e impasti. Materia prima di tecniche che ampliano le possibilità espressive e che consentono linguaggi contemporanei e vari.”

Mi piace sottolineare di questa iniziativa quello che mi pare essere il suo specifico: non solamente fare convergere più forme espressive intorno ad un tema comune ma anche rendere concreta la possibilità che l’arte si manifesti attraverso potenzialità individuali di base diverse e diseguali che poi trovano, insieme alle altre, un perimetro comune anche in eventi come questo. In fondo l’insieme delle diversità non è altro che la realtà che attraversiamo ogni giorno, che ce ne accorgiamo o meno…

Segnalazioni: il blog Ricontemporaneo

Piazza Sebastiano Satta – Nuoro

Uno dei riti della modernità alla quale un certo ceto intellettuale si sottrae difficilmente, ed io tra questi, è quello della partecipazione alle mostre d’arte che il sistema della comunicazione, nel suo senso più ampio, propone. Ovviamente in questa pratica non c’è niente di male ma solo osservare che è preferibile frequentarle con consapevolezza e spirito critico piuttosto che senza…

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Una grande coperta…è arrivata

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Di questa iniziativa ne avevo già parlato qui e la riprendo volentieri per comunicare che si è concretizzata nella forma di una installazione collettiva: in qualche modo rifletterà con la concretezza dell’oggetto materiale il sentire dei tempi presenti, declinato dai punti di vista dell’artista ma anche del disagio e non solo. Per saperne di più rimando al sito dell’associazione organizzatrice Le ArtiPossibili.

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Si nasce a ritroso

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da “Situations” di Kishio Suga – Hangar della Bicocca – Milano. “Particolare dell’opera Soft Concrete – la foto è mia”

si nasce a ritroso
quando tutto è già fatto
pronto     prima di finire – aspettare
il presente che porti via
le cose i vestiti con l’orma  
frusta dei fianchi

quasi un gioco che si gioca
a gettar sillabi e versi
inserire gettoni
senza mai una retta     di fretta

si nasce ancora già sordi per
non sentire il silenzio  
dell’erba sotto asfalto
per un po’ di luce senz’ombra
quella senza sole     si passa
s’impara la fatica l’odore
solubile dei cuori come tracce

lasciare dolori     visti da lontano

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