ITEMPIEIVERSI

Categoria: cronache

Senza titolo

 

Arti e mestieri – Campanile di Giotto – Firenze

Senza Titolo perché quando la situazione è inedita, mai vissuta, indefinibile, una specie di tempo sospeso in cerca di perimetro, è difficile dargli un titolo.

Premessa d’obbligo: non sono un medico, né un virologo e le mie conoscenze di epidemiologia sono quanto mai elementari. Pertanto non entro nel merito della giustezza e efficacia delle misure specifiche varate col passare dei giorni dal governo, che tutti noi stiamo sperimentando. Ne prendo atto e mi adeguo, dal primo all’ultimo provvedimento. Assumo un principio di realtà e ritengo razionale dare per scontato la gravità della situazione, per quanto il flusso comunicativo e di informazione sia magmatico e a volte confuso: che lo stress del sistema sanitario pubblico, che deve garantirci il diritto costituzionale alla salute prima di tutto, sia giunto al limite non dovrebbe essere oggetto di discussione. Leggi il seguito di questo post »

che fare…

Pensando a che fare la prossima domenica mi è tornato in mente questo quadro di Kiefer, che è possibile vedere all’ Hangar della Bicocca (uno spazio espositivo di Milano dedicato all’arte contemporanea), che trovo molto calzante per introdurre una riflessione sui tempi che stiamo attraversando. Nel quadro è rappresentata una figura umana al centro di una palude surreale nella quale si fatica a distinguere l’alto e il basso, ciò che è solido da quello che non lo è. Un insieme che restituisce in un’atmosfera dantesca una sensazione di rigore, rigidità, freddo. All’orizzonte, attraversato da un arcobaleno livido e grigio, si intravedono a fatica i nomi scritti in corsivo di vari filosofi della cultura tedesca. Da Engels a Marx, da Hegel a Nietzche…nomi scritti con una calligrafia incerta, appena intravista, forse per stabilire un rapporto asimmetrico tra il soggetto che li osserva o cerca di farlo e la profondità del pensiero che rappresentano. Restano così un riferimento vago, nebuloso, incerto. Non so se sto forzando l’interpretazione del quadro, se queste erano le intenzioni dell’autore ma a me ha dato il senso della precarietà, della instabilità di qualsiasi scelta possibile – che si orienti in una direzione piuttosto che nell’altra, la necessità del pensiero critico che non faccia sconti alla voglia di certezze. Leggi il seguito di questo post »

Ricchi e poveri tra Don Milani e Jeff Bezos, pensieri sull’anno…

Europa, tramonto.

” Le durezze e le fatiche della guerra, quelle che si patiscono sulla propria persona, ricadono su chi sopporta la violenza di tutte le cose, sulla parte più umile e più povera di tutta la nazione, sugli schiavi lavoratori: infatti per quanto grandi possano essere la prosperità e il lusso di una nazione, deve pur esserci qualcuno che lavora; le case e le navi debbono essere costruite, le merci debbono essere trasportate e la terra coltivata” B. Mandeville, La favola delle api, 1723

L’anno che si chiude non sarà ricordato, almeno credo, per svolte epocali, segni particolari di cambiamento o speranza. Credo che sia stato un anno che si aggiunge come gli altri ad un periodo di progressivo deterioramento della vita politica e sociale, sempre più chiusa nelle spinte populiste incapaci di pensare la vita collettiva secondo principi diversi dall’interesse individuale e immediato; anche molte manifestazioni artistiche e culturali sembra abbiano abdicato ad un ruolo critico e affondano nelle maglie della rete e dei social, appiattendosi in una massa di contenuti tutti tra loro equivalenti e indifferenziati.

Leggi il seguito di questo post »

Don Lorenzo Milani, l’anniversario

banco di scuola a Barbiana – la foto è mia

Quest’anno ricorre il cinquantesimo anniversario della morte di Don Lorenzo Milani e della pubblicazione del libro “lettera ad una professoressa” scritto dagli allievi della scuola popolare di Barbiana, da lui “fondata” in occasione del suo arrivo nella frazione Toscana nel 1954. La ragione di quella lettera fu la bocciatura di due ragazzi della scuola che, dopo la licenza media, volevano dedicarsi all’insegnamento e per questo svolsero presso la scuola di Barbiana il programma del primo anno delle magistrali. A giugno scesero a Firenze per sostenere l’esame come privatisti e furono entrambi respinti in modo umiliante. E’ opportuno precisare, visto quello che è accaduto in Italia in questi 50 anni sul tema della scuola privata/pubblica, che per don Lorenzo Milani la scelta della scuola popolare “privata” era una necessità sia geografica, Barbiana era allora una frazione isolata del Mugello raggiungibile solo a piedi, sia politica, per l’emancipazione dei figli delle classi lavoratrici di operai e contadini. Nell’Italia degli anni 50 la scuola non arrivava ovunque e per quei ragazzi l’alternativa più comune era l’esclusione. Leggi il seguito di questo post »

In ricordo di Danilo Mainardi

Ora che si è conclusa l’attenzione mediatica, non molto lunga per la verità, intorno alla morte dell’etologo Danilo Mainardi, desidero parlarne. Ho avuto la fortuna di conoscerlo personalmente, di avere avuto una breve frequentazione per la quale organizzai con lui anche una iniziativa pubblica.
Quasi tutti i media lo hanno ricordato come il grande etologo amante degli animali e ambientalista. Che Mainardi fosse anche questo è indiscutibile ma per me la sua originalità consisteva nel fatto che era un grande uomo di cultura.

Leggi il seguito di questo post »

Mitomodernismo e dintorni…

varie 176

camminando per Pitigliano, particolare (la foto è mia);

Si è svolto qualche settimana fa al teatro del Verme di Milano un reading poetico “contro la pulsione di morte, Bellezza e Mito, poetiche e politiche del desiderio”. Si trattava di una iniziativa per il rilancio di quel movimento poetico e letterario definito “mitomodernismo”, che si definisce come “rivendicazione” – anche “politica” – di Bellezza per il mondo da parte dei Poeti. Ne avevo sentito parlare personalmente per la prima volta negli anni in cui frequentavo alla Casa della Poesia di Milano il Laboratorio poetico dei Moltinpoesia. Fu l’occasione in quel momento per una interessante discussione che riporto a questo link nella quale condivisi le perplessità espresse nei confronti di questa proposta. Questo incontro, di cui mi pare curioso che ad oggi cercandolo in rete si trovino solo gli annunci e non una riga di relazione su quanto accaduto, è l’occasione per me per fare un punto della situazione sul mio percorso che da uditore/spettatore si è a volte incrociato con qualcuno dei protagonisti della serata.

Leggi il seguito di questo post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: