ITEMPIEIVERSI

Categoria: poesia

wi-fi

Nelle crepe in fondo le piume tirano i dadi
la fila alla posta ricorda
la ragione d’essere svegli controllare
transazioni i graffiti a galla nel canale
senza memoria di moli le barche
hanno perso la strada

è finito il Wi-Fi questa mattina
nell’agenda solo nuvole
sta finendo anche il resto
per questo non si riesce a piangere
non so delle lettere che arrivano delle
uova che vivono con me
del pedale per frenare il nulla

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la rete ai tempi della…rete…

In questi giorni ho avuto nuovamente tra le mani un libro, pubblicato nel 1996 e ancora pagato in lire – 26.000 per l’esattezza -, che fin dal titolo “Telematica per la pace, cooperazione, diritti umani, ecologia…” di C. Gubitosa, E.Marcandalli e A. Marescotti (Apogeo edizioni) dichiarava esplicitamente il suo obiettivo. Fu tra i primi testi che trattava delle risorse e potenzialità che si aprivano con l’uso delle reti telematiche e di internet, rivolgendosi prioritariamente al mondo dell’impegno sociale e politico, in particolare ai movimenti ecologisti, per la pace e i diritti umani.

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E’ stata una bella serata

è stata una bella serata
ciao ele     ciao ricki    dove siete?
dove potevamo scioglierci
nel caffè      fare lo struscio sui tablet
coperti di pelo     poi berlo amaro
prima del letargo seriale

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si può scrivere…

particolare dalla Basilica della Santissima Trinità di Saccargia (Sassari)

…poesie? racconti, romanzi? dipingere, scolpire? In questi mesi ho scritto versi che normalmente avrei già pubblicato su questo blog e magari anche altrove ma ancora non l’ho fatto.  Per la letteratura questo non è certo un grande danno, anzi…; tuttavia scavando più profondamente ho cercato di capire qual’era la ragione di questo disagio alla condivisione.

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Oggi

Basilica Sant.ma Trinità di Saccargia – Particolare affresco anonimo; la foto è mia

oggi si sente il silenzio leggero
dei binari quando parlano

non ci sono uova per fare la spesa
dice la commessa      è anche finito il nastro
non manca un tram da aspettare ne
le nuvole ferme ai semafori
mentre in tasca il mare che dorme

la voglia di lavorare a Milano

uno scoiattolo grigio davvero –
non un verso – traversa la strada      autobiografia
dell’asfalto      al polso il tempo
scioglie un altro trancio
le radici si stingono non sanno
di caffè      un edicola accende la luce

Non si capisce più

Villa Panza -Varese- arte ambientale -particolare-

Non si capisce più il finale e queste
parole nere come lime
le file di chi ora non parte
di chi non se ne va

non si capisce neanche questa coda
spasmo del tornello la conta
degli esuberi quando alle rotonde
nessuno impara a restare da solo

in fondo ai corridoi maniglie
da afferrare mentre sfocata
sarà questa neve la contrazione
del silenzio lo zolfo da annusare
dopo le gallerie la luce ci urla
sbianca il presente      una coperta
per dormire nei solai
coazione del soggiorno
una idea forse      del sangue contro la pioggia

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