ITEMPIEIVERSI

di Luca Chiarei
  • Perchè i tempieiversi
  • Poesie
  • Frequentazioni
  • Guerra e guerre, contro tutte le
  • Info

Articoli Recenti

  • Unire i puntini, votare NO
  • “Rumori di fondo”
  • Uscita 2
  • Pavimento
  • Uscita

Ultimi Commenti

  1. luca chiarei su Unire i puntini, votare NO
  2. Gian Marco Martignoni su Unire i puntini, votare NO
  3. luca chiarei su “Rumori di fondo”
  4. Thomas su “Rumori di fondo”
  5. Uscita 2 – ITEMPIEIVERSI su Uscita

Categorie

  • Arte (12)
  • Critica letteraria (25)
  • cronache (18)
  • ecologia (5)
  • emarginazione (10)
  • femminismo (2)
  • guerra (34)
  • Letture (12)
  • poesia (137)
  • politica (58)
  • povertà (9)
  • premi poesia (3)
  • Recensioni (7)
  • science-fiction (1)
  • scienza (3)
  • slam poetry (3)
  • solitudini (11)
  • spazio (5)
  • Uncategorized (0)
  • Twitter
  • Facebook
  • Instagram
  • La guerra le guerre…

    05/08/2023

    una nuova pagina nel blog

    Mondi sospesi-di Anna Mainardi da https://www.artribune.com/mostre-evento-arte/anna-mainardi-mondi-sospesi/

    Come ho scritto in altri parti di questo blog sono arrivato alla convinzione che oggi, nonostante la quotidianità ci obblighi ad affrontare una infinità di problemi ai quali la politica raramente riesce a dare risposte, la questione centrale è quella della guerra in corso tra Russia e Ucraina da oltre 500 giorni, che tutto è tranne una questione locale. In una sorta di rimozione collettiva l’opinione pubblica si è assuefatta anche a questa realta per la quale stiamo cadendo (o ci siamo già?), in una nuova guerra mondiale, che sarà combattuta in maniera certo non “convenzionale” e nella quale questa volta non continueremo a fare gli spettatori ma diventeremo attori e bersaglio.

    Come ogni guerra che si rispetti anche questa si fonda su una propaganda che del problema vede solo gli aspetti retorici: in nome della difesa dei “valori” (l’occidente ha ancora valori da insegnare? il rispetto della vita dei migranti in mare? l’astensione di massa che attanaglia le nostre democrazie?) inviamo armi ad una parte in causa, che della trattativa e della pace non ha alcun interesse o se ne ha è subordinata ad una improbabile, se non utopica, vittoria. E pazienza per i danni collaterali della gente che continuerà a morire da entrambe le parti, in divisa o meno.

    (altro…)

    Condividi:

    • Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa
    • Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
    • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
    • Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn
    • Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
    • Condividi su Threads (Si apre in una nuova finestra) Threads
    • Condividi su Telegram (Si apre in una nuova finestra) Telegram
    Mi piace Caricamento…

    Commenti:

    7
  • Una cosa divertente che non farò mai più

    02/07/2023

    E’ questo il titolo di un simpatico libro di David Foster Wallace che mi è venuto in mente dopo avere partecipato ad uno slam poetry qualche settimana fa. Per chi non lo sapesse lo slam poetry è una di quelle tante forme di lettura delle poesie in pubblico, proprie e di altri, nelle quali i presenti di un locale giudicano e votano quello che ascoltano. Non mi sono stupito di avere pensato proprio a questo libro (se non l’avete ancora letto fatelo che vale la pena), così che un paio di pensieri veloci, forse anche seri ma certamente leggeri, su questa microesperienza mi va di spenderli.

    (altro…)

    Condividi:

    • Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa
    • Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
    • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
    • Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn
    • Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
    • Condividi su Threads (Si apre in una nuova finestra) Threads
    • Condividi su Telegram (Si apre in una nuova finestra) Telegram
    Mi piace Caricamento…

    Commenti:

    6
  • Droni

    09/05/2023
    Basilica Santa Prassede a Roma – dettaglio pavimento – foto mia

    Per una alternativa all’impero

    ll progetto di una Terra armata, in cui il rapporto tra gli Stati sia di competizione e di sfida, dove si giochi una partita ad eliminazione tra i maggiori protagonisti, col grande Esercito dell’Occidente sul trono e la Russia e la Cina gettate fuori dalla scena, è il progetto di un mondo senza speranza.

    droni arano l'aria per fare      microbriciole e parti
    annusare le particelle molare selci da guerra

    tagliare le guaine sguainare le ferite
    meglio stare dalla parte del fumo del rinculo e degli sconti

    dalla parte delle panche e della ghisa - sperare nel pancreas
    che resista dividere diagnosi dalle fiale

    il nero capitale cauterizzi la miseria
    cicatrizzi le morali sfilando dalla parte del mare

    mentre tutti noi sempre dalla parte
    del sonno e dei saldi
    delle percussioni dei parolieri - pensare e lisciare i capelli

    disperdere l'ira gonfiare le indignazioni - frantumare le tassonomie
    l'affetto per i soli cani da guardia basta come i rendimenti sui conti
    le coincidenze alle stazioni la detrazione della ragione avanzi

    (altro…)

    Condividi:

    • Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa
    • Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
    • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
    • Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn
    • Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
    • Condividi su Threads (Si apre in una nuova finestra) Threads
    • Condividi su Telegram (Si apre in una nuova finestra) Telegram
    Mi piace Caricamento…

    Commenti:

    1
  • Suoni di fondo – la Radio Uabab

    22/04/2023
    Radio “Irradio” proprietà di famiglia anni 50.

    Chi segue questo blog sa che da tempo la mia ricerca è focalizzata su quello che chiamo i “rumori di fondo” che accompagnano la nostra quotidianeità. Rumori molto silenzosi, come il traffico di una città di cui non ci si accorge più della sua presenza, ma che allo stesso tempo fa si che ci si adatti all’inquinamento che produce e allargando l’esempio alla guerra poco fuori casa, allo sfruttamento del capitale, alle macro ingiustizie dell’economia ecc.

    Allo stesso tempo oltre a guardarmi in giro e leggere, spesso ascolto musica senza esserne esperto e senza conoscerla, come fa la stragrande maggioranza delle persone ma, come per molte altre della mia generazione (gli anni 60), la musica è stata parte importante della mia formazione personale. Da sempre la ascolto, dal 45 giri al mp3 e quando è possibile dal vivo: per ragioni anagrafiche la mia iniziazione si è consumata con il cantautorato italiano, Guccini e De André su tutti, e poi il jazz di Charlie Parker, Monk, Zawinul e Trovesi e Fresu per stare in Italia; Il rock di Lou Reed, Velvet underground, Nico, i primi U2 e Bob Dylan, PFM, Banco, Area…la musica indipendente…

    Con gli anni ho compreso che anche la musica come tutte le arti si distingue tra quella che si sente con la pancia e quella che si ascolta con le orecchie e con la mente e che, forse più di altri prodotti dell’industria culturale, ad orientarne i consumi sono le regole e le proposte del mercato. Per questo ho sempre cercato situazioni, canali, riviste, radio e trasmissioni che mi facessero incontrare proposte nuove e intelligenti.

    Frequentando trasmissioni storiche come Battiti di Radio 3, siti come aplacetobe di Paola de Angelis, ho incontrato la radio Uabab, curata da Borguez. Radio Uabab è una web radio che settimanalmente propone l’ascolto di brani musicali attinti dai vari generi della contemporaneità, il cui filo rosso mi è apparso essere la ricerca e la tensione degli autori alla comunicazione e alla riflessione sulla realtà di un mondo sempre più dolente. Se esistono i rumori di fondo, ecco, questa Radio ne trasmette il suono e per questo ho voluto saperne di più…

    (altro…)

    Condividi:

    • Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa
    • Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
    • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
    • Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn
    • Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
    • Condividi su Threads (Si apre in una nuova finestra) Threads
    • Condividi su Telegram (Si apre in una nuova finestra) Telegram
    Mi piace Caricamento…

    Commenti:

    0
  • Transazioni

    04/04/2023
    Füsun Onur – once upon a time Biennale Venezia 2022

    “Un uomo felice” è il titolo di un film francese uscito recentemente in Italia che “affronta” il tema della transizione di genere all’interno di una coppia con tre figli adulti e piuttosto avanti con gli anni. Metto le virgolette perché questo film si pone ad un livello molto superficiale di analisi e narrazione, sbilanciandosi più sul fronte della macchietta che della problematizzazione del tema. In ogni caso questa non è una recensione del film.

    Se ne parlo non è per consigliarlo ma solo perché mi pare essere una utile cartina di tornasole di una tendenza sociale e culturale che, nella rivendicazione giusta dei propri diritti individuali, corre il rischio di farsi sfuggire questioni, perlomeno di altrettanta importanza, che hanno a fare con le condizioni materiali della vita. La trama è molto semplice: da una parte la vicenda personale che attraversa la vita della coppia di cui sopra, dall’altra la vicenda politica di una campagna elettorale nella quale i protagonisti sono a vari livelli impegnati.

    Lui è un sindaco conservatore, di destra, che si sta ricandidando per la terza volta nella sua piccola comunità – una cittadina del nord della Francia, a ricoprire la massima carica istituzionale. Come tutti i bravi conservatori riassume in se tutti gli stereotipi del genere: omofobico, transfobico, sottilmente razzista e diffidente nei confronti di qualsiasi diversità/innovazione, che sia la tecnologia, i social, il rapporto con i media non fa la differenza; “naturalmente” paternalista e/o patriarca nel rapporto con la moglie, che è l’elemento scatenante del racconto, prima la rifiuterà radicalmente per poi accettarla e farsi alla fine accettare a sua volta.

    (altro…)

    Condividi:

    • Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa
    • Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
    • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
    • Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn
    • Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
    • Condividi su Threads (Si apre in una nuova finestra) Threads
    • Condividi su Telegram (Si apre in una nuova finestra) Telegram
    Mi piace Caricamento…

    Commenti:

    7
Pagina Precedente Pagina successiva

Blog su WordPress.com.

 

Caricamento commenti...
 

    • Abbonati Abbonato
      • ITEMPIEIVERSI
      • Unisciti ad altri 142 abbonati
      • Hai già un account WordPress.com? Accedi ora.
      • ITEMPIEIVERSI
      • Abbonati Abbonato
      • Registrati
      • Accedi
      • Segnala questo contenuto
      • Visualizza sito nel Reader
      • Gestisci gli abbonamenti
      • Riduci la barra
    %d