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  • Pensieri sparsi in giorni di lavoro

    25/11/2023

    di Polizzi Rossella

    di R.P.

    Da oltre 30 anni il mio lavoro è stato ed è, fondamentalmente ascoltare le persone ed i loro problemi. Non fraintendiamo, non i problemi intesi in senso generale, non ho questo tipo di vocazione, ma quelli più circoscritti ai problemi legati al complesso e spesso indecifrabile rapporto con gli istituti previdenziali e assistenziali (pensioni e invalidità, assistenza, contributi ecc.) di cui si occupano i patronati. In questi anni ho incontrato migliaia di persone, ognuno con la propria specificità, storia, passione. Da questa esperienza spesso ho pensato quale narrazione fosse possibile senza cadere nel banale o, peggio, nel retorico. Alla fine l’ho trovata in questa prosa poetica di una cara collega e amica che ha voluto condividere la riflessione sulla sua esperienza quotidiana, e che ringrazio di cuore. Quello che a mio parere emerge da questo testo è una empatia al cui centro non c’è il senso autoreferenziale di essere “buoni” e pertanto “bravi” ma quello di comprendere per condivisione di una condizione materiale di vita comune. Quella segnata dai problemi quotidiani dell’arrivare alla fine del mese, dell’arrivarci sani, della ricerca di una felicità possibile esponendosi anche con le proprie fragilità e dubbi: da quale parte della scrivania si da un servizio o invece si impara una lezione del vivere? con l’incertezza finale dell’ultimo “ospite”, di quale sia il posto che possiamo avere nel mondo. (L.C.)

    2017

    Finestra

    Una mattina di lavoro…

    In un imprecisato giorno dell’anno…

    la prima persona che ho visto stamattina si è messa a piangere viene da piangere anche a me

    ora è entrata la seconda.. devo ingoiare le lacrime e chiudere il cuore, quel cuore…

    la seconda aveva un sorriso dolcissimo e una voce gentile…un fare delicato…una di quelle persone che restituiscono il sorriso

    la terza era forte, forte e precisa ..ma sembrava nascondere una timidezza come di un fiore in un prato

    la quarta era una donna in jeans..una bionda “texana” dai capelli fluenti, una charlie’s angel locale (altro…)

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  • Potremo dire d’esserci

    22/11/2023

    Scrivere dell’attuale situazione della striscia di Gaza certamente non serve praticamente a niente, sia rispetto alla sofferenza individuale delle persone che rispetto alla situazione politica generale. Figuriamoci se serve una poesia. Una riflessione però su di noi che stiamo a guardare vale la pena farla: la mia generazione è stata abituata per decenni a considerare le grandi tragedie del 900 come eventi o lontani nel tempo, anche se vicini geograficamente oppure, se vicini temporalmente molto lontani geograficamente per cui, in ogni caso, c’era una sorta di distacco che permetteva, senza grossi problemi, di esprimere giudizi netti e assoluti di condanna che ci risolvevano molti problemi di natura etica. Penso all’olocausto, allo stalinismo, al genocidio degli indiani d’america del Nord e del Sud, al Ruanda…E’ molto più difficile invece esprimere gli stessi giudizi in tempo reale, quando quegli eventi si ripetono vicini sia geograficamente che temporalmente. Perché forse le cose non stanno proprio come sembrano, forse non conviene, forse ci si può sbagliare e allora è difficile recuperare credibilità…Penso che oggi si debbano chiamare gli eventi con il loro nome e quello che sta accadendo da oltre due mesi nella Striscia di Gaza è un genocidio, l’ennesimo di un popolo, del popolo palestinese. E se trattiamo di un genocidio, ovvero della morte non dei diretti responsabili degli attentati di cui Israele è vittima ma delle persone – bambini e bambine, uomini e donne, sani e malati, vecchi e giovani – che con i responsabili condividono solo l’appartenenza etnica o geografica, non è possibile in alcun modo giustificarlo o comprenderlo, anche se a compierlo è uno Stato il cui popolo ne è stato vittima.

    Potremo dire d'esserci - d'esserci 
    stati - stati fermi a guardare
    guardare dall'altra parte - la parte
     
    morale la morale dell'Esselunga  del non far niente
    stati criminali - stati alterati 
    coscienza poltiglie bambini - quelli

    semi-nati
    domani larve lapidi - domani quelli che cadranno nel piombomiele d'israele - le quattro
    tribù del presidente divisioni di Rivlin* - a domicilio

    case in bilico sulle cremaglie
    re sperare che Dio non esista - nazificazione dell'antropocene al mattino colazione per quelli - non ancora - bombardati - è genocidio d'oltremare

    che passa inosservato passa - non è stagione nella striscia - polvere e orifizi
    è l'etica del vetroresina - l'etica in pillole del taglia e cuci

    tagliamo cipolle con la Szymborska - all'ombra dei petali della Pozzi per fingere e piangere -
    per fare sugo rosso - per la distrazione dell'esametro

    *Reuven Rivlin Presidente di Israele che nel 2015 alla conferenza di Herzlya analizzò la società israeliana suddividendola in 4 tribu in conflitto fra loro (limes n°3/2023)

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  • A che cosa servono II°

    17/11/2023

    Aggiornamento…

    …dopo la pubblicazione dell’articolo “A che cosa servono” ho postato quell’intervento nei due gruppi FB citati nell’articolo “La scialuppa di Pegaso” e “Versante ripido”, con una breve premessa nella quale ricordavo che qualsiasi momento stiamo vivendo, si sta consumando ai danni di un popolo intero un genocidio, un crimine contro l’umanità per il quale non ci può essere giustificazione alcuna. Se è vero che Israele è un paese democratico, democraticamente non può decidere di eliminare un popolo, di consumare una vendetta, perché tale procedura non può diventare una sorta di legittimazione.

    (altro…)

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  • A che cosa servono…

    06/11/2023

    … i gruppi di poesia sui social? Lo capisco, la domanda è amena e affatto necessaria. Quando me la sono posta, mesi fa, avevo dato la “responsabilità” al caldo estivo ma in verità il pensiero che era alla base della questione era altro. Da una parte la realtà quotidiana attraversata dalle macroquestioni del cambiamento climatico e le sue cause, che non possono che indurre un senso di impotenza; dalla guerra in europa che non da alcun segno di arretramento, con la sua minaccia sempre più esplicita di escalation nucleare, anch’essa portatrice di altrettanto senso di impotenza; infine oggi dal genocidio in corso del popolo palestinese (perché io non trovo altri termini per definire quello che sta accadendo oggi). L’”Internazionale” del 20/26 ottobre ci ricorda che in 360 km quadrati, un terzo dell’area di Roma ma popolata dallo stesso numero di abitanti, di cui il 39% sono di età compresa tra 0 e 14 anni (e per il resto leggete la scheda a pag.9), si abbatte un bombardamento continuo e indiscriminato per il quale parlare di legittima difesa di Israele significa giocare con le parole.

    (altro…)

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  • Premio poesia rivista “Nuovi Argomenti” 2022/2023

    18/10/2023
    Studio Moravia

    Il 17/ottobre alla Casa Museo di Alberto Moravia si è svolta la premiazione della IIa edizione del Premio nazionale di poesia e narrativa promosso dalla rivista “Nuovi Argomenti”. Le poesie che ho inviato, tratte dalla silloge più ampia “rumori di fondo” che spero di pubblicare anche in cartaceo e che potete scaricare qui, sono entrate nella terna dei finalisti della sezione poesia con quelle di Marco Arrigoni e Noemi Nagy che è risultata la vincitrice. Ringrazio la giuria, presieduta da Dacia Maraini anche lei presente nell’occasione, per il riconoscimento che ha voluto attribuire al mio lavoro.

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