di Sara Amhed – Fandango edizioni

Pranzo di famiglia di Edouard Vuillard – Musée des Beaux-Arts de Pont-Aven – la foto è mia
Consigli di lettura – Sono arrivato ad avere tra le mani questo testo direi quasi per caso: ascoltando il podcast mondo-cultura di “Internazionale” ne ho sentito la recensione che subito mi ha interessato. Infatti oggi nel campo delle relazioni, anche in contesti familiari/amicali, se il discorso si sposta su questioni di genere o di orientamenti sessuali (o ci si cade per caso…), o di orientamenti politico/ideologici, è molto facile avere a che fare con situazioni nelle quali replicare ad affermazioni superficiali o discriminatorie ci espone come colui/colei che rompe l’armonia, che guasta appunto la “festa” in corso. Ovviamente è necessario avere sviluppato una forte consapevolezza critica e storica del contesto culturale prevalente nel quale operiamo.
Sara Ahmed è una scrittrice femminista nata in Gran Bretagna nel 1969 da padre pachistano e madre inglese. Successivamente con la famiglia si è trasferita in Australia, dove Ahmed è cresciuta prima di tornare nel Regno Unito per completare il dottorato. È autrice di numerosi saggi a tema sul postmodernismo femminista, la teoria dell’affetto e della fenomenologia queer ma il suo contributo più noto, a giudicare anche da quello che restituisce la rete, è la teoria sulla figura della femminista guastafeste (killjoy), che da anche il titolo al suo blog.




