In fuga – olio di Ennio Abate che ringrazio; narratoriografico.wordpress.com
Sono già passate alcune settimane e nel flusso continuo delle notizie e dei fatti che si susseguono è probabilmente un evento ormai archiviato e forse dimenticato. Mi riferisco alle marce degli uomini scalzi che si sono tenute nel II° fine settimana di settembre in varie città italiane per sensibilizzare riguardo alla questione dei migranti e dell’accoglienza. L’iniziativa era stata promossa dal mondo della cultura, con personalità quali Segre, Bellocchio, Servillo, Saviano, Paolini e altri.
Premesso che ovviamente nessuno, né tra chi l’ha promossa né tra chi vi ha partecipato, ha pensato che una marcia potesse risolvere il problema, o anche solo mitigarlo (che infatti continua ad essere negli stessi tragici termini), vi ho partecipato anch’io con alcune aspettative che non hanno trovato riscontro (che l’errore sia quello di averle…?).
Chiyeko Higashiyama nel Film “Viaggio a Tokyo” 1953 di Yasujiro Ozu
Levatrice di se stessa stelo inconsapevole da madre a cenere da radice a cielo spina neo che si insinua restare sveglio senza scosse continuare metamorfosi vivere senza un battito che ti perdoni
Non la luce di un film è una carezza ne acqua ti lascia andare mentre ogni sospiro che fai è un figlio che non c’è o quello che non ti riconosce più
e non impari da madre in padre che quello che scorre il sangue non è più quello che pensi è diventato altro
Di Carlo Rovelli avevo recensito il suo libro “La realtà non è come ci appare” un anno fa, prima che diventasse uno fra i saggi più venduti del 2014. Ora segnalo questo editoriale uscito sull’inserto culturale del Sole24ore del 19 Luglio 2015 dal titolo “Il Rinascimento di Copernico” nel quale propone anche un singolare parallelo tra la rivoluzione attuata dal nostro in astronomia e quelle tentate nella Bologna degli anni settanta, tra Radio Alice, movimento e anni di piombo. Il ragionamento è ovviamente più profondo della mia semplificazione e rimando alla lettura del testo; il motivo per cui lo ritengo importante e lo propongo alla riflessione è legato all’idea, sviluppata da Rovelli, di come gli input fondamentali per innovare in un ambito si attingono da altri radicalmente diversi. Il testo dell’intervento è disponibile qui