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    14/03/2018

    Apertura 10.00/19.00 Ingresso gratuito

    Segnalo con piacere anche quest’anno l’iniziativa del gruppo le ArtiPossibili, realtà impegnata a promuovere la creatività artistica come risorsa e pratica sociale oltre che espressione individuale, con iniziative che si collocano creativamente al di fuori dei canali consueti. Lo scorso anno il baricentro fu la costruzione di un’opera unica, la “grande” coperta, sulla quale convergevano le creatività di più artisti o gruppi. Quest’anno invece il centro è la carta, intesa non tanto come supporto per la comunicazione ma come materia da manipolare e rielaborare per l’espressione artistica. Per dirlo con le parole delle organizzatrici “Strumento di creazione, supporto del tracciare, della stampa, del colore ma anche materia che si fa volume con piegature, intagli, sovrapposizioni e impasti. Materia prima di tecniche che ampliano le possibilità espressive e che consentono linguaggi contemporanei e vari.”

    Mi piace sottolineare di questa iniziativa quello che mi pare essere il suo specifico: non solamente fare convergere più forme espressive intorno ad un tema comune ma anche rendere concreta la possibilità che l’arte si manifesti attraverso potenzialità individuali di base diverse e diseguali che poi trovano, insieme alle altre, un perimetro comune anche in eventi come questo. In fondo l’insieme delle diversità non è altro che la realtà che attraversiamo ogni giorno, che ce ne accorgiamo o meno…

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  • che fare…

    02/03/2018

    Pensando a che fare la prossima domenica mi è tornato in mente questo quadro di Kiefer, che è possibile vedere all’ Hangar della Bicocca (uno spazio espositivo di Milano dedicato all’arte contemporanea), che trovo molto calzante per introdurre una riflessione sui tempi che stiamo attraversando. Nel quadro è rappresentata una figura umana al centro di una palude surreale nella quale si fatica a distinguere l’alto e il basso, ciò che è solido da quello che non lo è. Un insieme che restituisce in un’atmosfera dantesca una sensazione di rigore, rigidità, freddo. All’orizzonte, attraversato da un arcobaleno livido e grigio, si intravedono a fatica i nomi scritti in corsivo di vari filosofi della cultura tedesca. Da Engels a Marx, da Hegel a Nietzche…nomi scritti con una calligrafia incerta, appena intravista, forse per stabilire un rapporto asimmetrico tra il soggetto che li osserva o cerca di farlo e la profondità del pensiero che rappresentano. Restano così un riferimento vago, nebuloso, incerto. Non so se sto forzando l’interpretazione del quadro, se queste erano le intenzioni dell’autore ma a me ha dato il senso della precarietà, della instabilità di qualsiasi scelta possibile – che si orienti in una direzione piuttosto che nell’altra, la necessità del pensiero critico che non faccia sconti alla voglia di certezze. (altro…)

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  • se mi volto

    11/02/2018

     

    se mi volto e penso con gli occhi
    quanto puoi stringere i tuoi
    per scriverne che l’ombra
    diventa luce nel fondo
    dei the che beviamo
    quasi per farci strenua compagnia

    allora pesiamo quanta vigilia      è una porta
    che si apre      quanta deriva
    ci porta sotto costa dove
    un sorriso non basta ed i pensieri
    o quello che serve – li stendo interi ad asciugare

    oggi non ho paura di fare
    le scale con te né del libro che si chiude
    per questo mi chino      nel calco del tuo viso

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  • Di sera camminare

    18/01/2018

    Revisione del 23 gennaio 2018

    Villa Panza Varese – opera nelle Scuderie

    Di sera camminare
    sui marciapiedi quando       non c’è altro da fare
    seguendo crepe e filari
    genuflessioni in frantumi
    bitumi lividi       specchi non cercati

    e poi sentire di
    sostare sopra un molo ormeggiato a se stesso
    e sotto sotto ringhiere e torsioni
    membra agitazioni

    quando le ossa fanno risacca
    le onde non vanno       contro la corrente
    nelle urne non trovo occhi da incrociare

    ora a terra qualcuno dorme ancora

    dalla strada si vedono le suole

    mentre le cornacchie fanno colazione

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  • Ricchi e poveri tra Don Milani e Jeff Bezos, pensieri sull’anno…

    31/12/2017
    Europa, tramonto.

    ” Le durezze e le fatiche della guerra, quelle che si patiscono sulla propria persona, ricadono su chi sopporta la violenza di tutte le cose, sulla parte più umile e più povera di tutta la nazione, sugli schiavi lavoratori: infatti per quanto grandi possano essere la prosperità e il lusso di una nazione, deve pur esserci qualcuno che lavora; le case e le navi debbono essere costruite, le merci debbono essere trasportate e la terra coltivata” B. Mandeville, La favola delle api, 1723

    L’anno che si chiude non sarà ricordato, almeno credo, per svolte epocali, segni particolari di cambiamento o speranza. Credo che sia stato un anno che si aggiunge come gli altri ad un periodo di progressivo deterioramento della vita politica e sociale, sempre più chiusa nelle spinte populiste incapaci di pensare la vita collettiva secondo principi diversi dall’interesse individuale e immediato; anche molte manifestazioni artistiche e culturali sembra abbiano abdicato ad un ruolo critico e affondano nelle maglie della rete e dei social, appiattendosi in una massa di contenuti tutti tra loro equivalenti e indifferenziati.

    (altro…)

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