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    24/10/2014

    ROMA 25 OTTOBRE 2014

    MANIFESTAZIONE NAZIONALE CGIL

    LAVORO DIGNITA’ UGUGLIANZA PER CAMBIARE L’ITALIA

    Sto partendo ora con uno dei 16 pulman organizzati dalla CGIL di Varese diretti alla manifestazione nazionale di Roma che si svolgerà nella giornata di Sabato. Le ragioni della manifestazione dovrebbero essere ormai note e non è in questa sede che le illustrerò. Chi vuole conoscerle può visitare il sito nazionale della CGIL e la molteplicità dei siti delle camere del lavoro locali. Se ne parlo in questa sede non è per entrare nel merito ma perchè vorrei sottolineare che la letteratura e la poesia in fondo dovrebbero aiutarci a vivere con maggiore consapevolezza i nostri tempi nel loro svolgersi storico. Aiutarci a pensare in modo autonomo ma soprattutto consapevole. A non dare per scontato niente, soprattutto quelle forme del pensare che ci portano, come dei pesci, a non sapere più che cosa è l’acqua…
    E per fare questo non credo che sia utile coltivare il distacco dalla politica, dalla situazione di crisi economica, sociale e ambientale che sta cambiando in questo paese la vita di milioni di persone: al contrario è necessario immergersi in essa e in tutte le sue contraddizioni.
    Le ragioni di questa manifestazione sono ovviamente opinabili. La mia scelta di andare ha la stessa dignità di chi ha scelto di non partecipare ma credo che quello che sia importante è schierarsi. Odio gli indifferenti diceva Gramsci nell’omonimo libro recentemente edito da chiarelettere e aggiungeva: “Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città. Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare.”
    Certo è possibile sbagliarsi, è possibile fare errori anche gravi, compromettersi e magari non poter tornare sui propri passi…è un rischio. Ma stare fermi, isolarsi circondando la propria stanza di sonetti e endecasillabi forse in questo momento è la scelta peggiore.

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  • Antologie…

    04/10/2014
    islands
    Installazione dalla mostra di Dieter Roth Björn Roth “Islands” Hangar della bicocca Milano – la foto è mia

    Nei mesi scorsi mi è arrivata la proposta da parte di alcuni amici impegnati in una attività editoriale nota in area varesina, di partecipare con alcune mie poesie ad una antologia di poeti della provincia. Ho riflettuto molto se aderirvi o meno e alla fine sono arrivato alla conclusione di non farlo. Potrebbe bastare che l’idea di essere “antologizzato” mi imbarazzi per declinare l’invito; non sarei però sincero se non condividessi anche le altre ragioni che, come ogni scelta che si fa nella vita, non sono esenti da dubbi sulla loro fondatezza. Credo che solo una critica dialogante pubblica, se raccolta, potrà avvicinarmi (e avvicinarci) maggiormente a quello che è giusto.

    (altro…)

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  • SARA MENEFEE: Uno sguardo ai margini del mondo

    25/09/2014

    Sarah Menefee

     

    Organizzato da cari amici sono ben felice di dare notizia di un appuntamento intenso  con una persona che ha molto da raccontare che si svolgerà sabato 27 settembre alle ore 17.00 presso Twiggy in via Cristoforis 5, a Varese.

    In quest’occasione sarà presentato “Stella umana”  l’ultimo libro di Sarah Menefee edito da Multimedia Edizioni. Sarah, poetessa statunitense, vicina a Jack Hirschman e alla Beat Generation, scrive poesie da più di trent’anni ma oltre a scrivere si occupa di temi sociali e di assistere senzatetto, che la recente crisi ha reso sempre più numerosi. (altro…)

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  • il consumo della veste

    12/09/2014
    Terra – installazione di Francesca Bagnoli

    Il consumo della veste sta sotto
    la barba appesa l’attrito tra le ossa
    e l’aria e pavè lucidato a cera d’api

    ad ogni sguardo cade un lembo
    ogni giorno striscia dopo
    striscia nuda fino a pelle
    è la nuova lebbra essere poveri
    aureola – vapore odore e nausea

    per cantarne poi alla fine
    al chiaro lunare
    nella valle in fondo a sinistra – ancora a sinistra
    dove sfigurano le orme sui prati
    e non avanza luna da guardare

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    Grazie per la risposta. ✨

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  • “La realtà non è come ci appare”

    30/08/2014

    di Carlo Rovelli – Raffaello Cortina Editore

    A partire dal titolo gli indizi che si parli di fisica non sono molti ma non appena comincia la lettura dubbi che sia la fisica e la storia delle teorie e la discussione attuale al centro del testo svaniscono.
    Quello che spiazza in questo libro e che giustifica il titolo è che si parte dal primo sguardo che la riflessione filosofica ha rivolto al mondo reale (dalla scuola di mileto a Anassimandro, Talete e poi Democrito…) per arrivare all’illustrazione delle teorie della relatività, della fisica quantistica fino alla teoria delle stringhe passando per tutti gli incroci che il pensiero scientifico ha con le scienze umane. In alcuni passaggi ho pensato di avere a che fare con un saggio filosofico e, ritornando al titolo, che poteva prestarsi anche per intitolare una accattivante raccolta di poesie sul tema…

    La forza e credo anche la fortuna di questo libro sta proprio nel fatto che mette tutte queste cose insieme: l’intuizione e il procedimento scientifico basato sull’oggettività della sperimentazione, non in modo generico o spiritualista stile new age, ma con documentata precisione. Il tutto con uno stile divulgativo che permette anche ai non addetti ai lavori di comprendere le questioni più complesse, i nodi, il dibattito che oggi attraversa la fisica ma anche l’epistemologia della scienza.

    In che senso dunque questo libro ha aggiunto qualcosa a quello che pensavo e ero prima di leggerlo? Se in molti casi è vero che la poesia nasce anche da una visione della realtà che ognuno si costruisce man mano nella vita, solitamente si ritiene che ciò sia alimentato dall’intuizione, la sensazione e secondo una certa vulgata dall’emozione, che ci farebbe arrivare ad altri punti di vista non convenzionali. Con Rovelli si fa una specie di percorso al contrario nel senso che a partire dalle speculazioni dei filosofi greci, da Democrito a Talete passando poi per Dante Alighieri fino ad arrivare ai padri della fisica quantistica, si arriva a quella conoscenza scientifica che rimette in discussione le nostre idee di spazio e di tempo che a ben guardare sono le principali convenzioni universalmente accettate.
    Lo spazio diventa “…un pullulare fluttuante di quanti di gravità che agiscono l’uno sull’altro e tutti insieme agiscono sulle cose, e si manifestano in queste interrazioni come reti di spin, grani in relazione l’uno con l’altro”;
    il tempo, ad esempio un evento come l’urto tra due sfere sul tavolo di un biliardo sono “…campo gravitazionale,” dentro “il <mollusco> di Einstein…tutto è immerso nel grande mollusco: pensate di ritagliarne una piccola porzione finita, come un pezzo di sushi,che comprenda l’urto e quanto è intorno ad esso.(…) non è un processo nel tempo,…, è esso stesso lo svolgersi del tempo”.
    Dunque il cerchio in qualche modo si chiude nel senso che il pensiero scientifico restituisce alla poesia il compito di raccontarla questa realtà “granulare” che ci avvolge nella sua non convenzionalità e mistero. Magistrale il capitolo finale, una sorta di elogio dell’incertezza contro le verità ultime oggi in voga, che si chiude non a caso con i versi di Mario Luzi
    “e seguita,
    seguita a pullulare morte e vita
    tenera e ostile, chiara e inconoscibile.
    Tanto afferra l’occhio da questa torre di vedetta.”

    M.Luzi Dalla Torre – “dal fondo delle campagne” Einaudi 1965

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