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  • …ancora anticipazioni da Poliscritture

    27/11/2016

    soldati

    Non poteva mancare tra le riflessioni proposte nel prossimo numero della rivista, dedicato ai temi della pace e della guerra, e sulle risposte che alla guerra si possono tentare di fornire, l’approfondimento su metodi alternativi a quelli armati per la risoluzione dei conflitti. Ne ho discusso con Mao Valpiana, presidente nazionale del Movimento Nonviolento, responsabile della Casa per la nonviolenza di Verona e direttore della rivista mensile “Azione nonviolenta”, fondata nel 1964 da Aldo Capitini. Obiettore di coscienza al servizio e alle spese militari ha partecipato nel 1972 alla campagna per il riconoscimento dell’obiezione di coscienza e alla fondazione della Lega obiettori di coscienza (Loc), di cui è stato segretario nazionale. In questo post vi anticipo uno stralcio della sua lunga intervista che potrete leggere integralmente nel prossimo numero.

    • Domanda: In questi anni il Movimento Nonviolento si è attivato nella Campagna “Un’altra difesa è possibile” per l’istituzione della la difesa civile non armata e nonviolenta. Che cosa si intende con questa definizione?

    • Risposta: La “difesa civile” è una difesa che viene fatta dai civili, non dai militari, che è quello che dice la Costituzione, che affida al cittadino, non al militare, il sacro dovere della difesa della patria. “Non armata” vuol dire che non usa lo strumento militare (perché c’è anche una difesa civile armata, come quella applicata da una parte della Resistenza: i partigiani erano civili che usavano le armi. Andrebbe sottolineato come si sia trattato in gran parte di una resistenza civile e non armata. Essendo i Partigiani solo una piccola percentuale, avrebbero potuto fare poco e nulla se alla base non ci fosse stata una resistenza di tipo civile e rurale). “Nonviolenta” perché usa i metodi e le tecniche della nonviolenza.

      (altro…)

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  • Anticipazioni da Poliscritture

    18/11/2016

     

    E’ ormai prossimo all’uscita il nuovo numero, il 12, di Poliscritture, la rivista/blog alla quale partecipo nella Redazione da un po’ di tempo, dedicato al tema purtroppo sempre attuale dei conflitti e delle guerre di cui già ne avevo parlato qui. Non a caso l’abbiamo intitolato “Senza pace”, condizione che purtroppo accompagna la vita di interi popoli e milioni di persone. Le interviste annunciate a Mao Valpiana e Mario Agostinelli le ho realizzate e per invogliarvi all’acquisto della rivista (quando sarà disponibile non mancherò di aggiornarvi), ve ne anticipo alcuni stralci. Inizio con Agostinelli:

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    Norilsk, nord della Russia, la seconda città più grande del Circolo Polare Artico, con 177.000 abitanti. Non ha alcun collegamento via terra con il resto del mondo. Foto di Elena Chernyshova in mostra al Festival foto etica di Lodi 2016. Non perdete quello del 2017…

    “Modelli energetici e conflitti internazionali: una analisi ecologista oltre i luoghi comuni del mediatico quotidiano”

    • Domanda: In questi anni il tuo impegno si è concentrato sulle questioni ambientali e energetiche che, dalla prima crisi petrolifera del 1973 passando per la rivoluzione iraniana e arrivando fino ad oggi sono diventate il fulcro della conflittualità internazionale. La green economy nel suo significato più ampio, istituzionale e di movimento, è una possibilità reale per una strategia di prevenzione dei conflitti? L’Italia come e dove si colloca in questo percorso?

    • Risposta: Continuo a riflettere su una esperienza, anche sindacale, di politica industriale dove ho colto l’inadeguatezza di affrontare le politiche settoriali senza tener conto del modello energetico da cui dipendono.

    (altro…)

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  • Si nasce a ritroso

    06/11/2016
    20161104_204751
    da “Situations” di Kishio Suga – Hangar della Bicocca – Milano. “Particolare dell’opera Soft Concrete – la foto è mia”

    si nasce a ritroso
    quando tutto è già fatto
    pronto     prima di finire – aspettare
    il presente che porti via
    le cose i vestiti con l’orma  
    frusta dei fianchi

    quasi un gioco che si gioca
    a gettar sillabi e versi
    inserire gettoni
    senza mai una retta     di fretta

    si nasce ancora già sordi per
    non sentire il silenzio  
    dell’erba sotto asfalto
    per un po’ di luce senz’ombra
    quella senza sole     si passa
    s’impara la fatica l’odore
    solubile dei cuori come tracce

    lasciare dolori     visti da lontano

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  • Una grande coperta…

    24/10/2016

    1-prima-versione-loc-unagrandecoperta

    Segnalo con piacere questa iniziativa non tanto per l’amicizia che ho con le promotrici ma perché, quando l’ho letta, ho in qualche modo sentito che veniva incontro ai miei attuali interessi culturali e politici. Credo che sia ampiamente verificabile che in una realtà nella quale anche l’arte e la cultura si consumano come qualsiasi altro prodotto industriale, al punto che parlare di industria culturale di massa – che come tutte le industrie è impegnata a appropriarsi delle proprie fette di mercato a suon di libri, film, poesie ecc. – è un concetto tutt’altro che sorpassato. Le risposte “alternative” mi pare che tendono a chiudersi nell’individualismo, nella risposta stereotipata basata sull’affermazione dell’io “ribelle”, oppure in quel surrealismo di massa di cui parlava Fortini negli anni 70 che queste tendenze, alla luce del presente, erano solo anticipate.

    Molto più raramente si tentano strade, soprattutto in una dimensione artistica, tese a ricostruire un senso di collettività, un noi che vada oltre la somma aritmetica degli io individuali. L’idea semplice di una coperta come spazio all’interno del quale, con forme e tecniche diverse, più voci accettano di darsi un perimetro comune è interessante, a prescindere dal risultato. In ogni caso potrà servire a misurare convergenze e divisioni, a riflettere la realtà dispersa e la collocazione dell’artista “di massa” rispetto ad essa. Diamo la parola alle promotrici de “LeArtiPossibili” e alla loro proposta….

    Dalla nostra esperienza di arte terapeute e conduttrici di laboratori artistico – espressivi è maturata l’idea che la pratica artistica sia uno strumento di auto-conoscenza e di espressione personale, ma anche nutrimento per tutti coloro che nei diversi ambiti professionali utilizzano lo strumento artistico quale mezzo relazionale. Grazie al sostegno di Associazione Arcobaleno ONLUS abbiamo dato così avvio al progetto LeArtiPossibili con l’aspirazione di favorire le condizioni affinché la pratica artistica venga sempre più promossa come risorsa sociale e personale. (altro…)

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  • Segnalazione

    18/09/2016

    Mercoledì 21 settembre 2016

    ore 21.00

    Presentazione del volume

    copj170-asp

    “Come ci siamo allontanati” Ragionamenti su Franco Fortini
    (Arcipelago Edizioni)
    a cura di Luigi Carosso e Paolo Massari

    Relazioni di Maurizio Gusso e Gianni Turchetta
    Intervengono, oltre ai curatori, Ennio Abate e Paolo Giovannetti

    Libreria Popolare di via Tadino Soc. Coop.S.r.l.-

    Via A.Tadino,18 – 20124 Milano
    Tel.02 2951 3268 libreriatadino@yahoo.it

    La libreria è raggiungibile con: MM Linea 1, stazioni di Porta Venezia o Lima; con i tram N.9 fermata di Porta Venezia; N.1 fermata Settembrini/San Gregorio; N.33, fermate Tunisia o Regina Giovanna/Buenos Aires; autobus 60 fermate Lima o Benedetto Marcello

    > Per chi vuole saperne qualcosa di più del libro anticipo la prefazione a cura di Ennio Abate tratta dal blog di Poliscritture.

    45.478707 9.207425

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