Di questa iniziativa ne avevo già parlato qui e la riprendo volentieri per comunicare che si è concretizzata nella forma di una installazione collettiva: in qualche modo rifletterà con la concretezza dell’oggetto materiale il sentire dei tempi presenti, declinato dai punti di vista dell’artista ma anche del disagio e non solo. Per saperne di più rimando al sito dell’associazione organizzatrice Le ArtiPossibili.
Santa Maria Novella, Cappellone degli spagnoli, affreschi di Bonaiuto-particolare (la foto è mia)
Non so che faremo a natale quest’anno
in quale bar fiutare le orme scansare
transenne accarezzare confini
come lame bere
caffè amaro cercare
stazioni per discutere mercatare
idee lungo binari aspettare che tornino
i denti smarriti
poi leggersi in foto
bambino a dicembre il tempo
che si tende ad arco da schiena
a costola ora padre figlio in fila impilato
Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l'animo nostro informe, e a lettere di fuoco
lo dichiari e risplenda come un croco
perduto in mezzo a un polveroso prato.
Ah l’uomo che se ne va sicuro,
agli altri ed a se stesso amico, e l’ombra sua non cura che la canicola stampa sopra uno scalcinato muro
Non domandarci la formula che mondi possa aprirti, sì qualche storta sillaba e secca come un ramo. Codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo
E.Montale
In queste settimane un caro amico mi ha chiesto, in occasione del suo compleanno, di leggere alcune poesie per lui significative, che esprimevano le sue convinzioni personali più profonde. Non mi capita spesso di ricevere una richiesta come questa anzi, se ci penso bene, forse è stata l’unica volta… ho così colto l’occasione per tornare a riflettere intorno ad alcune idee sul tema delle affinità in poesia, sul senso della letteratura e delle relazioni che ne derivano, che si sono consolidate in questi ultimi anni e dunque, proprio per questo, da sottoporre a verifica.
Sono convinto che l’ambito delle scelte politiche non debba essere distinto da quello della produzione artistica, culturale, poetica anzi, dovrebbe essere il luogo nel quale scavare, interrogarsi per poi scrivere, se ancora possibile, qualcosa di più della propria esperienza personale…per questo, come in altre occasioni, faccio la mia scelta, mi schiero, non faccio l’indifferente che tanto detestava giustamente Gramsci.
Si o No, non ci sono altre possibilità quando si tratta di referendum. Dire io voto si o no ma…non ha molto senso, quello che resta è solo la decisione finale nella sua semplice evidenza. Forse è possibile dire si o no perché: per votare almeno in maniera più consapevole, non certo perché la motivazione si distingua alla fine nel risultato finale; il tuo Si o No si somma a quello degli altri e produrrà oggettivamente i propri effetti.