ITEMPIEIVERSI

Ancora su che cos’è la poesia…

Punto di vista dal Macro – Roma
La foto è mia

La mia riflessione sul decalogo di Arminio sulla poesia, di cui il post precedente, è stato ripreso anche sul blog di Poliscritture e lo segnalo nuovamente per la discussione che ha sollevato. Mi riprometto con i miei tempi “rallentati” di replicare agli interessanti interventi, di cui ringrazio tutti gli autori, che si sono succeduti. Per ora mi sento di dire semplicemente che questa discussione, a differenza di quello che può apparire, non è per addetti ai lavori. Se la poesia è una delle forme con le quali attribuiamo da una parte un senso al nostro percorso individuale di vita, dall’altra ci rendiamo consapevoli della condizione dei tempi che attraversiamo, allora questa discussione può avere un interesse generale che oltrepassa i recinti accademici o i circoli amicali. A maggior ragione dopo la lettura, dal blog “Le parole e le cose” (che ho inserito nei miei blog di riferimento nella pagina dedicata), di questo interessante intervento di Guido Mazzoni dal titolo “Sulla storia sociale della poesia contemporanea in Italia”, segnalato nel corso della discussione. E’ una articolata analisi delle trasformazioni intervenute nel secolo scorso, in particolare nel secondo dopoguerra, sul modo di intendere, dall’interno come dall’esterno, la poesia. Un passaggio che sinteticamente potremmo definire come la transizione dal terreno del conflitto culturale e politico:

“Pasolini contro Sanguineti, Fortini contro Pasolini, Fortini contro Sereni, Fortini contro le nuove avanguardie, Pasolini contro Montale, Montale contro Pasolini, Montale contro le nuove avanguardie, le nuove avanguardie contro il resto del mondo.”

detto con le parole dell’autore, a quello rassicurante dell’opzione poetica individuale, social e indifferenziata, nella quale tutto è accolto e niente è discusso. Consiglio di avere la pazienza di leggerlo, so che nella rete non è facile, ma penso che in questo caso ne valga la pena!

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Ius soli

verso Marzabotto il 25/4/2017

La discussione che in questi mesi si è sviluppata nei media e nella politica intorno a queste due parole (ne abbiamo discusso anche su Poliscritture in particolare qui) e ai significati ad esse sottesi mi ha convinto di alcune cose:

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…ad un certo punto – II°

Revisione del 5/10/2017

si arriva ad un certo
punto           si giunge senza sapere del soggetto
rimasto dell’oggetto da guardare
desideri di cosmo
quando sotto il ramo
c’è solo l’asfalto e le foglie
tremano intanto che
sulla testa volano
           bombe e corpi del reato
umanitario          fatturati di società in liquidazione

noi non abbiamo fretta di passare
dal centro ci spostiamo
           nell’insonnia del pensiero
decentriamo il respiro

e non siamo mai pronti
e non c’è niente da mangiare

Segnalazioni: il blog Ricontemporaneo

Piazza Sebastiano Satta – Nuoro

Uno dei riti della modernità alla quale un certo ceto intellettuale si sottrae difficilmente, ed io tra questi, è quello della partecipazione alle mostre d’arte che il sistema della comunicazione, nel suo senso più ampio, propone. Ovviamente in questa pratica non c’è niente di male ma solo osservare che è preferibile frequentarle con consapevolezza e spirito critico piuttosto che senza…

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…ad un certo punto

Sardegna

si arriva ad un certo
punto      si giunge senza sapere del soggetto
rimasto dell’oggetto da guardare
desiderio di cosmo
quando sotto il ramo
c’è solo asfalto e foglie
che tremano      sulla testa volano
bombe e corpi del reato
umanitario      fatturati di societa in liquidazione

noi non abbiamo fretta di passare
dal centro ci spostiamo
nell’insonnia del pensiero

e non siamo mai pronti

decentriamo il respiro
oggi non c’è più niente da mangiare

 

 

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