1. Per prima cosa pensare al distacco 2. Raccontare di un viaggio 3. sia Udine o Trieste non conta 4. un viaggio da fermi - da fermi come luce 5. Sorretti ai pali - oblò
Le forze in campo non lasciano polveri tracce di grafite toluene
in bottiglie brindisi agli anni che non passano ai passati immobili
al rovescio delle medaglie agli insulti alla muffa dei prati all’arte inutile - che la storia ci spara in faccia
così costruiamo elenchi delle cose da fare così stracciamo agende stiriamo camicie
Un saggio di Edgar Morin da il manifesto del 27/11/2025
Viviamo sempre di più in un mondo rovesciato, nel quale Putin omaggia Gandhi ad esempio; e Trump si candida per il premio Nobel per la pace, essendo premiato nel frattempo da un fantomatico premio per la pace promosso dalla FIFA (federazione internazionale del calcio), come tra l’altro nel 2014 anche lo stesso Putin aveva fatto, andandoci anche più vicino in quanto realmente candidato.
Affermare ovvietà come l’uguaglianza sul piano dei diritti di tutti gli uomini qualunque sia la loro condizione, credo, opinione, etnia diventa sempre più difficile, come sempre più difficile è sostenere che la costruzione della pace non possa passare da un selvaggio riarmo generalizzato, motivato da una imminente invasione di un nemico assoluto in stile da propaganda politica del primo dopoguerra (ma se non riesce ad arrivare a Kiev come potrà arrivare a Londra, Parigi, Roma…?).
poesia visiva, videopoesia, poesia elettronica, PJ set
e un dialogo con l’autore
Esiste un’arte pura e autosufficiente? autonoma da contaminazioni con le altre discipline? Direi che inevitabilmente lungo i confini di qualsiasi espressione artistica che ne delimitino l’area di competenza accade spesso che i vari codici espressivi si influenzino a vicenda e si contaminano. Perché questo non dovrebbe accadere anche alla poesia? e infatti non accade come ben documenta lo studio di Valerio Cuccaroni, dottore di ricerca in Italianistica all’università di Bologna e Paris IV Sorbonne nonché insegnante di Lettere nei licei, che indaga proprio sulle varie forme di ibridazione della poesia contribuendo a fare chiarezza di che cosa si intenda esattamente con videopoesia, poesia visiva, poesia elettronica e l’ultimo arrivato, il poetry DJ set o per farla breve, il PJ set.
In questi giorni sto rinnovando il layout e il tema del Blog che dopo tanti anni aveva bisogno di una riverniciata…per questa ragione potreste avere ricevuto delle email strane che erano semplicemente delle prove. Vi prego non mettetemi nello spam…a breve tutto ritornerà come prima. Grazie!
Domenica 16 novembreOre 16.00 Circolo de Amicis – Via Edmondo de Amicis 17 Milano
Il libro fa il punto sulle forme di ibridazione della poesia nate dall’incrocio tra testo scritto e arte visiva, cinema, musica, informatica e performance. Ovviamente il focus è principalmente concentrato sugli autori operanti successivamente alla diffusione delle tecnologie digitali, pur non mancando l’approfondimento su sperimentazioni analogiche da parte di antesignani del genere.