On a quiet day – di Lucio Mayoor Tosi che ringrazio
l'alba dei semafori che pulsano . al mattino noi semivivi . le viti . da girare alle carlinghe alle lamiere com'è il turno dei droni? - oppure riempire le fiale . contare l'emocromo . dialogare d'emicranie dialogare con le necrosi ora lo zen della Pimpa - la resistenza . delle ciabatte dei . pois grigioverdi . l'ora dei menù del tutto-compreso com'è l'incompreso dei balconi? - solo gli highlights sulle cittàle foglie . di salvia - foglie di . rosmarino alle ringhiere gentrificazioni degli orti . urbani da bagnare e nuvole . plastiche del capitale . attenti attento agli annunci ora: la porta sta per chiudersi si chiuda . che la porta si schiuda . la porta posteriore - gente - si apre
E' passato da poco il tempo è quello delle ore che stanno ferme lui: dice oggi il passo è lento di poco poco di più che piano lei: un fascio di cicale un saluto romano un rigurgito di grondaie | non passa l'era dell'ira della vita cava lei: oggi ancora scava le parole nel sonno dei fonemi lui: conta il respiro dei bonifici le stagioni della calce che gira a vuoto - le feste della razza bianca
noi: flash mob - sentirsi meglio di chi lascia di chi ci lascia pentirsi per chi nasce pentirsi delle bancarelledei libri usati | dei gazebo agli incroci ora noi: bottoni in cerca dei fori sentire ruote e quello che c'è da capire - aspettare terapie aspettare sistemi aspettare esiti delle terapie portare in pancia gomme / per fare abrasione comprare un "Meccano" da montare.
…e alla fine sono stati due giorni intensi di discussione, a volte anche serrata, che hanno coinvolto tutti i presenti intorno a temi centrali del fare scrittura in maniera storicamente consapevole, della rappresentazione artistica in tempo di guerra e genocidio. Non cercate di questi due giorni una traccia digitale perché non c’è, se non quella ampia proposta nei materiali preparatori (link nel post precedente), per scelta precisa degli organizzatori: quella di mantenere l’irripetibilità e unicità dell’evento.
Se la discussione è stata produttiva e stimolante questo è stato reso possibile grazie alla “regia” del gruppo angolo cieco, che ha accompagnato con video e interventi lo sviluppo della discussione delle due giornate, che mi sento di ringraziare per lo sforzo.
Rileggendo i miei appunti frammentati credo non sia possibile fare una sorta di cronaca dell’incontro, neanche come elenco delle questioni poste, in quanto l’esigenza di partecipare alla discussione ha fatto passare in secondo piano la nota puntuale di quanto era oggetto di quella discussione. Allora dirò quello che di queste due giornate mi sono portato a casa.
Da una parte la necessità di sviluppare un approccio sempre più critico nei confronti dell’intelligenza artificiale, al di là della narrazione mainstream che ne promuove “le magnifiche sorti e progressive” quando invece ci troviamo ad una nuova modalità di sfruttamento dei lavoratori e alla loro espulsione dal processo produttivo. In particolare per tutto quello che comporta l’autorialità dell’opera. E’ la nuova versione dei primi esperimenti di Balestrini sulla composizione/scomposizione/ricomposizione del testo? La distanza da quella esperienza è che la IA è disincarnata dal soggetto, non ha un inconscio, si manifesta come una elaborazione estrema di pubblicità.
Dall’altra la domanda di come nel lavoro di ricerca si debba tenere conto che questo è reso possibile dalle condizioni materiali di vita nelle quali operiamo, ovvero che in quella situazione siamo “liberati” dalla necessità di lavorare. Questa condizione che è tipica delle economie capitalistiche avanzate entra a fare parte della scrittura ed in che modo o ci si illude di poterne prescindere? E’ possibile costruire un senso artistico e politico al mondo ignorando questo aspetto?
Il 12 e 13 settembre presso Manifatture Teatrali Milanesi (MTM) Teatro Litta di Milano, corso Magenta 24 si svolgerà la sesta edizione di “Esiste la ricerca”, evento annuale e blog online che ospita dibattiti e confronti intorno allo stato presente della ricerca letteraria. La curatela della sesta edizione è in collaborazione con angolo cieco, un progetto culturale aperto all’indagine di forme trasversali di sperimentazione.
L’evento prevederà una tavola rotonda per facilitare il libero intervento da parte di chiunque voglia contribuire alla discussione. Saranno proposti, a tempi alterni e in relazione all’andamento della discussione, degli interventi performativi e audiovisivi che scandiranno il tempo delle due giornate.
Lo stimolo proposto come anticamera teorica per questa edizione di Esiste la ricerca sarà il video Schnittstelle di Harun Farocki (1995).
Nel video/installazione, la continua giustapposizione di immagini (due inquadrature si dividono lo spazio) convoca nel ragionamento la realtà dei loro rapporti impliciti. La questione riguarda cioè direttamente le modalità entro cui un’immagine «si offre / si apre» o «si chiude all’altra». Il significato della singola immagine non può mai dirsi indipendente dall’esistenza delle altre immagini, e da una (ri)costruzione di contesto. Qualcosa che dunque ha a che fare con una sintassi di momenti articolati (=una collettività di enti e relazioni) più che con un singolo fotogramma isolato nei propri contorni solo estetici.
A questo link si trovano come introduzione utile alla discussione vari materiali che gli organizzatori considerano centrali per il tema. Come ho scritto in altri post considero quest’area di ricerca letteraria e poetica come una delle più interessanti tra quelle che operano oggi in Italia, con la quale mi sento più in sintonia. Credo che dai contributi proposti si pongano una serie di questioni interessanti:
…è ora il momento per fare una firma. Non è la rivoluzione né la soluzione agli infiniti problemi che avvelenano questi tempi: solo un piccolo gesto, mettere la leva su un punto per migliorare un pezzo della realtà quotidiana. E’ possibile firmare alla piattaforma del Ministero della Giustizia dedicata ai referendum e iniziative popolari. Segnalo le iniziative per me in questo momento più significative:
Il quesito depositato in Cassazione chiede: “Volete Voi che sia abrogata la Legge 9 giugno 2026, n. 104, recante «Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico»?” Si tratta quindi di un referendum abrogativo dell’intera legge. Verrebbero eliminate le regole speciali introdotte nel 2026 e continuerebbero ad applicarsi le norme generali che regolano l’autonomia scolastica, l’offerta formativa e la partecipazione delle famiglie. Per saperne di più informazioni al link. Per firmare a questo link
Rendere effettivo il diritto alla tutela della salute nel rispetto della Costituzione e della Legge 833/1978, rafforzando il Servizio Sanitario Nazionale e valorizzando il lavoro. Per firmare a questo link
Per favorire la specializzazione produttiva e tutelare lavoratori, lavoratrici ed imprese virtuose chiediamo di introdurre specifiche integrazioni e modifiche al vigente articolo 29 del D. Lgs. 276/03. Per firmare a questo link
Di questa iniziativa, se vi fosse sfuggita, ne ho parlato a questo post