ITEMPIEIVERSI

Letture

Vorrei tornare a parlare di politica a partire dal merito delle cose, elemento che dovrebbe caratterizzare sempre un qualsiasi progetto di gestione democratica della cosa pubblica. Lo spunto per farlo questa volta è la lettura del libro di Michael Lowy “Ecosocialismo, una alternativa radicale alla catastrofe capitalistica” ed. Ombre Corte.

Il tema specifico del titolo non è certamente nuovo. Si ripropone infatti una questione tutt’altro che risolta nei movimenti ambientalisti, sulla quale ancora si continua a discutere, che riguarda l’intreccio tra crisi ambientale/climatica e cause socio-economiche che la determinano. Non per questo siamo davanti ad un testo importante solo per un dibattito interno tra gli addetti ai lavori, un elemento da spendere all’interno dell’arcipelago ecologista in favore di questa o quella componente.

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parentesi

Reykjavík Art Museum – la foto è mia

revisione del 30/05/2021

poi arriva il momento       forse è quello
che devi per fare      delle cose ora
ma loro se ne vanno via     perdiamo 
tempo - deragliano     
catene dalla bicicletta

apro parentesi      per tutte le ossa 
di quelli che passano - 
chiusa parentesi

rappresentanza dell'istante
trattino a capo - lavorare      amaro

il narcisismo della metapoesia 
punto e virgola segue il testo
 
si scivola sul palco - non capisco 
queste ennesime bombe      puoi fare un click 

link - se non si apre non serve     due punti
al presente - solo quello da 
comprare - domani - senza storia     

Star System

Erec et Enide – Codice francese del 1376 da https://gallica.bnf.fr/

Se un esponente pluri milionario dello Star System nazionale diventa, anche solo per un giorno – ma che giorno, il primo maggio la festa del lavoro – l’alfiere dei “valori” della sinistra politica e sindacale, tanto da ricevere “post” e commenti in alcuni casi entusiasti per le proprie dichiarazioni, allora credo che siamo in una situazione molto confusa. Prima di andare avanti sgombriamo subito il campo: non dissento dal merito delle affermazioni fatte; che il decreto di legge Zan debba essere approvato subito, senza se e senza ma, va da sé. Che poi queste dichiarazioni, fatte su un media generalista, siano state osteggiate con atteggiamenti censori da parte di chi lo gestisce non è alla fine rilevante. Non ne fa un eroe, al massimo una persona convinta delle proprie idee e consapevole delle conseguenze e degli effetti che avrebbero prodotto. Ne conosco a decine così. Non è questo il punto.

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Autocoscienza (?) sulla poesia. Riflettendo…

Maria LaiOmaggio a Gramsci (particolare)
Museo Stazionedellarte Ulassai (NU)

L’atto dello scrivere, a qualsiasi livello di qualità si collochi, essendo orientato a veicolare un contenuto rivolto verso l’esterno, dovrebbe essere sempre eseguito in maniera assolutamente consapevole. L’autore dovrebbe avere chiari i propri obiettivi insieme al senso generale che vuole attribuire alla propria opera (magari un senso generale non è necessario…). A maggiore ragione se l’atto della scrittura è quello della versificazione, un gesto letterario che sembra progressivamente (inesorabilmente?) perdere di interesse e rilevanza generale, sfumando lentamente dal proprio perimetro di competenza. Senza consapevolezza, considerazione quasi banale per i più ma nel mio percorso imperativo necessario, la poesia invece che scritta è messa in scena diventando un gesto mimetico di altro, non corrispondente, non autentico. Con questo non intendo affermare che la consapevolezza è sempre garanzia del valore del risultato finale ottenuto; serve poi lo studio, la ricerca, il talento e dopo e soprattutto la critica letteraria e l’autocritica (militante?), insomma la dialettica tra le posizioni.

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Senza titolo 2021

non c’è da parlare a questa nazione
non c’è la stoffa non c’è una pancia 
da ascoltare
il sogno non è reale	il fumo
non migliora 	fa male – continua greve
a bruciare l’aria
è possibile aprire l’acqua - da bere schivare le frane
essere contenti delle 		distorsioni
dei lividi slogati 	delle ginocchia senza occhiali – 
volano gli stracci da est 	da ovest
riusciamo ad aprire le ante 	infilare 
gli anelli per pensare 		e bestemmiarsi 
addosso sul sistema decimale 	gli almanacchi 
delle svolte dei tornanti i bagagli      
da finire - ridere del ridicolo - dei best-seller di come vanno le cose
come tornano in gola come contano i progetti
lasciamo le ante aperte – facciamo pane 
non si capisce quello che accade altri
lo capiranno forse figli e nipoti 	gli animali
ecco la tara di chi sopravvive	 la rivoluzione dei sonetti. 

succede il 21 Marzo…

…che da quando l’Unesco nel 1999 proclamò il primo giorno di Primavera come giornata internazionale della poesia, le iniziative per celebrare quest’arte, in largo ed in lungo, non sono certo mancate. Il caso ha voluto che quest’anno la ricorrenza sia capitata mentre frequentavo un laboratorio universitario “Libri e lettori lungo i secoli” nel quale è stato proposto dalla docente di cimentarsi in una recensione culturale di un evento significativo. Ho pensato allora che era l’occasione per sfruttare questa coincidenza e farsi un “giro” in questo tipo di eventi. Allo stesso tempo riprendere una sorta di riflessione/percorso sulla poesia, anticipata in precedenti post, che per me è più significativa, corrisponde alla mia ricerca personale, incontra le mie preferenze e quale no. Premesso che una ricognizione generale sul “fenomeno” della giornata internazionale della poesia è pressoché impossibile, se non a grandi linee; tralasciando inoltre gli eventi del tipo concorsi e microfoni aperti per le poesie nel cassetto, nei quali enti locali e pro-loco sono particolarmente presenti, ho dovuto per forza restringere il campo e fare delle scelte. Ho seguito, per restare in un ambito geografico locale, gli eventi organizzati dalla Libreria delle donne di Milano, la Casa della poesia di Monza e la Casa della poesia di Milano, eventi che possono essere riascoltati sui rispettivi canali youtube.

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