Presentazione della rivista “Poliscritture”
Giovedì 25/giugno/2026 ore 21.00
a cura di Ennio Abate
Associazione Punto 165 – Corso Italia 165 Cologno Monzese



di Luca Chiarei



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..e il vizio
è più oscuro dove più risplendono
gli ideali dell'uomo al cui servizio
esso vive da ere, e a cui si vende:
corrotto, e puro, ché in lui tutto è inizio
Pier Paolo Pasolini - Canto popolareImpossibile capire la sera - le scarpe della morte
annunciate allineate contate da pagare in cassarassegnate in cassette rassegne stampa del rammendo
veline del sangue nero trafiletti in ventesima grigio-fumounire i puntini annerire i punti | prenderli dai baveri - dalle bave seccate
comprendere il vento il mare | fare del male fare - acquistare uscire
dai varchi d'emergenza tornare a capo al niente della propagandaSi disossano bambini si - disossano famiglie fiamme e polpe -
poltiglie - popoli senza colore | i vuoti a perdere sionisti | oggi canta la pesca a strascico
il rimorso dell'antipasto - l'improbabile fine del mondo - quello che salta fuoriche il mondo migliori come uva . da schiacciare che attenda rossa . ai tornanti e vicoli pieni e neve
ora lo scandalo degli iceberg . delle punte a volo radente . ai vinti i sensi di colpa e di tutto
di non morire a sufficienza . mancano carni ai perimetri . delle ferite e mancano manuali
istruzioni per l'esoscheletro - storie da raccontare
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La prossima settimana presenterò il mio libro di poesie alla biblioteca di Lambrate, Milano. Vi aspetto per parlarne insieme, per me sarebbe davvero importante e bello.
Grazie a Rossana di Fazio della enciclopedia delle donne
Grazie alla Biblioteca di Lambrate che ci ospita.
Grazie a Martina Chiarei
Grazie a Francesca Bagnoli per la sua opera “la memoire de la peau” che è l”immagine di copertina
Grazie a Ennio Abate per la introduzione e tutto il resto…
Grazie a Christian Sinicco e Alessandra Giappi della giuria del premio Lucini
Grazie a Giuseppe Manitta delle edizioni il Convivio
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Non sono un avvocato, non sono un magistrato, giudice o pubblico ministero che sia. Non ho studiato giurisprudenza, se non lo stretto necessario, in maniera non accademica, e solo in relazione al mio lavoro di supporto dell’attività legale di contenzioso in materia di diritto previdenziale. Dunque la consapevolezza con la quale voterò al prossimo referendum non sarà una consapevolezza tecnica da addetto ai lavori. Lo farò come semplice cittadino che ha cercato in queste settimane di informarsi per quanto possibile della materia oggetto del referendum.
Per questo il mio voto non può che avere una valenza principalmente politica e ideologica. Di fatto il tema sotteso ai quesiti referendari non ha una natura solo tecnica, altrimenti tali modifiche potevano essere approvate con la legislazione ordinaria, bensì politica, investendo la modifica dell’assetto costituzionale dei poteri in Italia
Per fare questo, come nel gioco della settimana enigmistica, unisco i “puntini” degli atti che l’attuale governo, promotore del referendum, ha adottato negli ultimi anni in materia di giustizia e alcune sentenze della magistratura recenti a mio giudizio più significative:
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E’ pubblicata da oggi la mia seconda raccolta di poesie, premiata in occasione del Premio Lucini 2025 ed edita da “il Convivio Editore”, costruita in questi anni intorno e attraverso l’ambiente politico-sociale generato dai “rumori di fondo”. Quelli che fanno da scenario inconscio alla nostra quotidianità, che ci fanno assuefare ad una realtà sempre più ingiusta, violenta e disuguale.

In copertina il dipinto su carta, olio e filo dell’amica Francesca Bagnoli “La memoire de la peau” che ringrazio per la generosità, come ringrazio Ennio Abate per la sua attenta e puntuale prefazione alla silloge e l’editore il Convivio di Manitta Giuseppe per l’attenzione e cura.
Il libro è acquistabile sulle varie piattaforme online quali IBS, Feltrinelli, illibraccio. Altrimenti sarà disponibile durante le presentazioni, che segnalerò sul blog e social.
Anticipo parte delle motivazioni del premio a cura di Alessandra Giappi della Giuria del premio:
MOTIVAZIONE DEL PREMIO GIANMARIO LUCINI
La poesia di Luca Chiarei nasce dal contrasto tra uno sfondo storico e sociale drammatico e insieme banale e l’esperienza individuale consapevole: ridotta ai minimi termini, eppure paga di quel poco. L’orizzonte è quello cittadino di una Milano postmoderna, intessuta di incontri brevi dal ritmo convulso, su cui si stratificano ricordi labili. Su tutto, sull’aria malata, incombe il fantasma concreto della guerra – come non parlarne ora? Ai miti classici si sono sostituiti gli anti-miti. Si ha la sensazione di vivere nella realtà dipinta da Edward Hopper: fatta di lucide solitudini, di allucinata immobilità. Alle belle favole antiche non si crede più. È subentrato un presente indecifrabile, nel quale le azioni comuni della quotidianità, ripetute all’infinito, diventano quasi epiche in uno scenario di incertezza totale. A dominare è il tempo trascorrente di generazione in generazione, sono i confini taglienti come lame. La poesia di Chiarei radiografa una società in svendita, dominata dai saldi, dai droni, da una resistenza debole, dalla Borsa, dall’arretramento della ragione e del senso: dal vuoto, insomma. Né è plausibile aspettarsi una qualunque salvezza o una via di fuga.
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