E' passato da poco il tempo è quello delle ore che stanno ferme lui: dice oggi il passo è lento di poco poco di più che piano lei: un fascio di cicale un saluto romano un rigurgito di grondaie | non passa l'era dell'ira della vita cava lei: oggi ancora scava le parole nel sonno dei fonemi lui: conta il respiro dei bonifici le stagioni della calce che gira a vuoto - le feste della razza bianca
noi: flash mob - sentirsi meglio di chi lascia di chi ci lascia pentirsi per chi nasce pentirsi delle bancarelledei libri usati | dei gazebo agli incroci ora noi: bottoni in cerca dei fori sentire ruote e quello che c'è da capire - aspettare terapie aspettare sistemi aspettare esiti delle terapie portare in pancia gomme / per fare abrasione comprare un "Meccano" da montare.
proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione e modalità di finanziamento del Dipartimento della difesa civile, non armata e nonviolenta.
…consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
Questa proposta non è certamente una novità, almeno nell’ambiente dei movimenti per la pace italiani, ma non per questo è meno importante e valida rispetto alla fase storica che stiamo attraversando. Come non è certo una novità l’art.11 della costituzione Italiana, forse tra i più fraintesi e inattuati da ogni tipo di Governo che si è succeduto.
Davanti al riarmo auspicato e messo in atto dall’unione europea e da molti paesi membri, promosso come unico strumento di difesa possibile, nei fatti alternativo anche al negoziato e alla trattativa per la risoluzione dei conflitti in corso, ognuno si prenda le proprie responsabilità. E la responsabilità che si devono assumere i movimenti per la pace è continuare a proporre una alternativa praticabile, aggiuntiva in questo caso alla difesa ordinaria, ma non per questo meno rilevante e politicamente dirompente se effettivamente istituita.
Militarizzare la società o lavorare per la pace? Questa campagna la sua scelta l’ha fatta chiaramente.
Per firmare chi è in possesso di SPID o CIE può farlo direttamente da qui. La scadenza è il 15/9/2026, entro quella data dovranno essere raccolte 50.000 firme affinché la proposta sia poi discussa in Senato nella Commissione affari costituzionali
Per ulteriori informazioni sui contenuti della proposta di legge si può consultare il sito sulla difesa civile nonviolenta, naturalmente Azione Nonviolenta la rivista del Movimento Nonviolento.
Sarò a Gavirate a presentare il mio libro, in dialogo con Paola Zavagnin, in un luogo che per tante ragioni mi è caro. Spero in un’altra occasione di confronto e condivisione. Vi aspetto
Ringrazio l’Associazione Campodeifiori.outdoor, una realtà che nasce dalla volontà di valorizzare il territorio attraverso esperienze outdoor autentiche, attive e consapevoli, profondamente radicata nel Varesotto, per l’invito.
MERCOLEDI 22 LUGLIO ORE 20.45LUNGOLAGO ISOLA VIRGINIA – GAVIRATE
Anche questa presentazione è stata una occasione di confronto e discussione importante. Perché intorno alla poesia e al senso che gli attribuiamo si può e si deve discuterne criticamente e non solo farne delle celebrazioni. Ringrazio gli amici che sono venuti e tutti coloro che hanno partecipato con riflessioni, domande e osservazioni interessanti. L.C. 25/7/2027
Ringrazio gli amici dell’Associazione PUNTO 165 e Ennio Abate per l’ospitalità. Un altra occasione di confronto e condivisione. Vi aspetto
VENERDI’ 3 LUGLIO ORE 21.00CORSO ROMA 165 COLOGNO MONZESE
E’ stata una serata di approfondimento e confronto vero, cosa che non sempre succede in queste occasioni. Grazie di cuore a tutti i presenti e all’attenzione nei miei confronti, spero meritata. Per il video della serata rimando al seguente link.
Anselm Kiefer – le alchimiste (dettaglio) la foto è mia
Quando sono nato la guerra era finita da appena 15 anni, un tempo veramente breve a ripensarci ora ma che allora mi sembrava incommensurabilmente esteso: il sentimento del presente, la sensazione, era quella di vivere in un’altra dimensione della storia, quella dello sforzo di ricercare soluzioni non armate ai conflitti tra i popoli, quella che voleva chiudere l’esperienza della guerra avendone tratto l’insegnamento che non si dovesse mai più ripetere. Non era per la lontananza temporale – a ripensare oggi quello che è successo/ci è successo 15 anni prima, non lo percepiamo certamente come evento lontano e alieno dal presente – che si percepiva la diversità dal vissuto della guerra ma per il cambio di paradigma che la comunità internazionale in qualche modo faceva proprio, almeno formalmente, sintetizzato in modo magistrale dall’art.11 della nostra costituzione.
Ho fatto in tempo a sentire racconti reali, storie minime, di molti che il periodo bellico e pre-bellico l’hanno attraversato. E nella scuola che si frequentava allora, continuamente ci veniva ricordato che quello che era successo con la guerra, l’olocausto, la Shoà, era orribile e non poteva e doveva mai più accadere.
La mia generazione è cresciuta leggendo i testi di Primo Levi, approfondendo la storia di quel genocidio avvenuto nel cuore d’Europa, leggendo le giustificazioni dei gerarchi nazisti al processo di Norimberga, riflettendo sulla banalità del male come ce lo proponeva Hanna Arendt. Dunque é stato normale e naturale accogliere con simpatia la ricostituzione in una identità statale del popolo ebreo (anche se fin da allora era rimossa la storia che rendesse conto di come era avvenuta questa costituzione) che così profondamente era stato vittima, per definizione, della seconda guerra mondiale.