ITEMPIEIVERSI

Fragile

Milano – Foto di Elena DAndrea

sapere di andare via      affacciarsi
a quella finestra      contare sfilate sul pavé
contare i lati lascia-ti senza perimetri

svegliarsi friabili fragili      deboli
forse non più vivi      circolare

  1. vizi smussati    
  2. viaggiare senza biglietti del treno

entriamo nei cinema e forum      anche nelle chat
Camus sogna la certezza dei           calendari
presenti dai muri       poi      ad un certo punto il futuro
è un cucchiaio per la minestra

un passo prima di farne un altro
la pioggia sotto un capannone
le bolle di cotone nel naso      la moneta unica

toccherà ad altri questa sera
lasciare l’aria per la colazione

Premio Renato Giorgi poesia 2020

In queste settimane si sarebbe dovuto svolgere la cerimonia di premiazione del concorso “Premio Renato Giorgi di poesia 2020”, organizzato dall’associazione culturale “Le voci della luna”, al quale ho partecipato risultando tra i sei autori segnalati (ne avevo già parlato in un altro post del 23/9/2020). Per i noti motivi legati alla pandemia in corso l’evento non si è potuto tenere ma i promotori, con un notevole sforzo organizzativo, hanno creato sul loro sito una sezione dedicata alle poesie e agli autori premiati nel quale sono pubblicate le recensioni ed i video delle poesie vincitrici e segnalate, tra le quali anche le mie. Le poesie della raccolta potete trovarle nella pagina di questo blog denominata “poesie” oppure scaricarla da qui:  Ho preso nota-silloge

Ringrazio sinceramente i promotori del premio per avermi segnalato ed in particolare ringrazio Lorenzo Mari per l’introduzione che ha dedicato ai miei versi in quanto ha perfettamente colto il senso della mia ricerca espressiva, sia formale che di contenuti. In questo senso rilevo nelle introduzioni che i giurati hanno dedicato ai vari autori un rigore quasi “scientifico” nello scavare le ragioni di ogni singola poesia che apprezzo molto; in molte delle poesie segnalate mi pare di scorgere una sorta di filo comune caratterizzato dalla ricerca di una poesia “meticcia”, che mescola vari registri anche quelli meno convenzionali e lirici con la quale mi sento in sintonia. 

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Molare

Potendo molare la distr-azione
farla affilata     incerare il ru-mo-re 
di fondo con il silenzio degli abbaini
con le mansarde che           hanno perso la strada
  
intanto stiamo in piedi - che piove tra le onde
delle radio     che senti tracimare

come fischi sui binari come freni
segnalano la fine dei corridoi

se fossimo meno sospesi e potessi  
andrei a sentirti           suonare

tradurrei i tuoi versi 
taciterei i post           delle condoglianze
  

Le Voci della Luna – Premio Giorgi poesia 2020

 

Era molto tempo che non facevo più una cosa del genere, l’ultima almeno 10 anni fa, ma alla fine ci sono “ricascato”. Qualche mese fa ho inviato una silloge di poesie scritte in questi anni ad un concorso di poesia. Non mi sfugge infatti che i premi di poesia sono maggiormente occasione per promuovere pro-loco e enti locali, gratificare i moltinpoesia li residenti (“fenomeno” a metà tra il gruppo sociologico e la corrente letteraria…) piuttosto che occasione per sviluppare critica e in qualche modo promuovere ricerca e innovazione in questo ambito. Leggi il seguito di questo post »

…E’ marketing

Liu Bolin – dalla mostra VISIBLE INVISIBLE al MUDEC di Milano maggio 2019 (foto dell’opera mia)

 

E’ marketing del vuoto           quello che porta senso

alla vita il filo – una logica elementare

poi il con-testo l’ambiente           le case et post pensa

mind the economy nel macro-micro-cosmo si muore

e’ la disper-azione silente del

capitale

 

siamo arrivati con i trolley nella mano e il

dolore generale alla caviglia           spiccioli di

epidemie cancri           iatrogenia della rete

the despair è solo una questione di reddito

 

possiamo chiamare Robin-hood scrivere di thanatos

possiamo leggere il sole24ore il sedici agosto ventiventi

 

aspettare l’era dell’oppio     

disorganizzare le primavere

condivisioni e dintorni…una breve personale riflessione

Chiesa di San Nicolò – Treviso – scriba

 

Dopo averci riflettuto un po’, convinto come sono che la cultura da sola non ce la possa fare a cambiare la rotta di un paese, della società, del pianeta ma alla fine ci voglia la politica, quella brutta, sporca, cattiva e noiosa, ho cominciato a riavvicinarmi all’attività politica diretta. La prima reazione sinceramente è stata di sconcerto, come quando ad un appuntamento ti accorgi che l’orologio si è fermato, non te ne sei accorto ed ora devi correre perché sei tremendamente in ritardo. E non ti rendi bene conto neanche di quello che ti sei perso…

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