Un saggio di Edgar Morin da il manifesto del 27/11/2025

Viviamo sempre di più in un mondo rovesciato, nel quale Putin omaggia Gandhi ad esempio; e Trump si candida per il premio Nobel per la pace, essendo premiato nel frattempo da un fantomatico premio per la pace promosso dalla FIFA (federazione internazionale del calcio), come tra l’altro nel 2014 anche lo stesso Putin aveva fatto, andandoci anche più vicino in quanto realmente candidato.
Affermare ovvietà come l’uguaglianza sul piano dei diritti di tutti gli uomini qualunque sia la loro condizione, credo, opinione, etnia diventa sempre più difficile, come sempre più difficile è sostenere che la costruzione della pace non possa passare da un selvaggio riarmo generalizzato, motivato da una imminente invasione di un nemico assoluto in stile da propaganda politica del primo dopoguerra (ma se non riesce ad arrivare a Kiev come potrà arrivare a Londra, Parigi, Roma…?).
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