Un’altra difesa è possibile

proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione e modalità di finanziamento del Dipartimento della difesa civile, non armata e nonviolenta.

…consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Questa proposta non è certamente una novità, almeno nell’ambiente dei movimenti per la pace italiani, ma non per questo è meno importante e valida rispetto alla fase storica che stiamo attraversando. Come non è certo una novità l’art.11 della costituzione Italiana, forse tra i più fraintesi e inattuati da ogni tipo di Governo che si è succeduto.

Davanti al riarmo auspicato e messo in atto dall’unione europea e da molti paesi membri, promosso come unico strumento di difesa possibile, nei fatti alternativo anche al negoziato e alla trattativa per la risoluzione dei conflitti in corso, ognuno si prenda le proprie responsabilità. E la responsabilità che si devono assumere i movimenti per la pace è continuare a proporre una alternativa praticabile, aggiuntiva in questo caso alla difesa ordinaria, ma non per questo meno rilevante e politicamente dirompente se effettivamente istituita.

Militarizzare la società o lavorare per la pace? Questa campagna la sua scelta l’ha fatta chiaramente.

Per firmare chi è in possesso di SPID o CIE può farlo direttamente da qui. La scadenza è il 15/9/2026, entro quella data dovranno essere raccolte 50.000 firme affinché la proposta sia poi discussa in Senato nella Commissione affari costituzionali

Per ulteriori informazioni sui contenuti della proposta di legge si può consultare il sito sulla difesa civile nonviolenta, naturalmente Azione Nonviolenta la rivista del Movimento Nonviolento.

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2 risposte a “Art. 11 Costituzione Italiana – L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali…”

  1. Avatar Mauro Pucci
    Mauro Pucci

    Ciao Luca,
    ho firmato oggi la proposta di legge di iniziativa popolare “per l’istituzione e modalità di finanziamento del Dipartimento della difesa civile, non armata e nonviolenta”.
    Ritengo infatti che affianco alla difesa armata vada percorsa, incoraggiata e ampliata anche una strada alternativa e questa proposta di legge può essere un inizio.
    Però, rispetto alle mie passate convinzioni nonviolente, ora mi ritrovo di più nel punto di vista e nelle scelte esplicitati dal giornalista e scrittore ucraino Artem Chapeye nel suo recente libro “La gente normale non va in giro armata. Pensieri sul pacifismo, quando il tuo paese viene invaso”, edito da Iperborea in collaborazione con il Post che lo presenta al link

    https://www.ilpost.it/shop/altrecose/la-gente-normale-non-va-in-giro-armata/

    e con un podcast

    https://www.ilpost.it/podcasts/timbuctu/ep-476-un-pacifista-al-fronte-in-ucraina

    Artem Chapeye, da traduttore di Gandhi e convinto antagonista all’esercito, ha deciso di arruolarsi volontario la notte dell’attacco a Kiev, lasciando la moglie, sociologa, e i suoi due bambini piccoli. Una scelta sofferta, per i suoi affetti e per i suoi ideali. Da tre anni è un militare e in questo libro rivede la sua vita e le sue scelte alla luce della violenza della guerra.

    Un caro saluto,
    Mauro Pucci

    1. Avatar luca chiarei
      luca chiarei

      Credo che nel movimento per la pace organizzato nessuno abbia mai creduto realisticamente possibile un disarmo totale e unilaterale dell’esercito di qualsiasi paese. Dunque una componente armata nella funzione della difesa, come indicato dalla Costituzione e non come interpretato nel corso degli anni dai vari governi che si sono succeduti, è una posizione largamente maggioritaria che sostenevamo allora e che condivido oggi. La questione che poni oggi però non è diversa da quella che ci veniva posta allora, ovvero che fare quando sei oggetto di una aggressione armata. E se allora una risposta coerente la trovavamo, in un mondo in cui certamente le guerre non mancavano, per quale motivo non dovrebbe essere possibile oggi?

      Detto che probabilmente una risposta univoca e esatta non ci sia, oggi tu la risolvi con una sorta di automatismo per il quale a fronte di una aggressione armata non ci sono risposte praticabili se non quella altrettanto armata, di una intensità maggiore ovviamente e magari “preventiva”, ovvero colpire il nemico nel suo territorio per difendere più efficacemente il nostro. E soprattutto sembra nel tuo ragionamento, completamente elusa qualsiasi fase negoziale come risoluzione dei conflitti in corso. Eppure nessun conflitto è veramente risolvibile se non coinvolgendo tutte le parti in gioco così come nessun conflitto nasce da una sorta di punto zero della storia. Pensare che la guerra russo-ucraina sia iniziata a febbraio 2022 è come pensare che il conflitto Israeliano-Palestinese sia iniziato ad ottobre 2023. C’è sempre un insieme di eventi che ha portato a quella situazione di conflitto, agiti da entrambe le parti che fanno si che tra esse non ci sia mai un bene e un male assoluto che si contrappongono.

      Comprendo che oggi la politica viva in una sorta di eterno presente ma almeno noi sottraiamoci a queste semplificazioni. E tra le varie semplificazioni davvero pensiamo che la guerra Russo-Ucraina sia risolvibile militarmente con la “vittoria” di una delle due parti? Davvero pensiamo e operiamo perché alla Russia accada quello che fino ad oggi nella storia non è mai successo, ovvero una sconfitta militare assoluta? Questo sarebbe realismo politico?
      Se alla fine la pensiamo così è perché anche noi davvero viviamo in un regime ipocritamente democratico che alimenta una propaganda funzionale ad un riarmo scellerato come non si era mai visto dalla fine della guerra, a scapito di ciò che resta dello stato sociale e della green economy. E mentre parliamo di tutto ciò la conta dei caduti (e non faccio differenza tra russi, ucraini, civili e militari in quanto tutti esseri umani vittime dello stesso cinismo politico) si attesta a centinaia di migliaia di persone (dati più o meno confermati da tutte le fonti); non ci bastano ancora? Evidentemente no, anzi.

      Non penso proprio che leggerò per ora il libro che mi proponi perché, pur rispettando le scelte personali di ognuno, credo che le scelte da fare siano altre che sostenere anche personalmente uno sforzo bellico per me insensato. Non mi sento minacciato dalla Russia una virgola in più di quanto in questo momento non mi senta minacciato dagli Stati Uniti, che già ci occupano da decenni o da Israele, uno stato terrorista al quale è concesso tutto. E con questo non sto dicendo che una minaccia oggettiva non ci sia ma che se la risposta è il doppiopesismo occidentale per cui i caduti di una parte contano più di altri e altri ancora non contano niente una soluzione sarà pressoché impossibile, con o senza le armi in pugno.

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