“Over, under and in between” di Mona Hatoum – Fondazione Prada Milano – La foto è mia.
..e il vizio è più oscuro dove più risplendono gli ideali dell'uomo al cui servizio esso vive da ere, e a cui si vende: corrotto, e puro, ché in lui tutto è inizio Pier Paolo Pasolini - Canto popolare
Impossibile capire la sera - le scarpe della morte annunciate allineatecontate da pagare in cassa
rassegnate in cassette rassegne stampa del rammendo veline del sangue nerotrafiletti in ventesima grigio-fumo
unire i puntini annerire i punti | prenderli dai baveri - dalle bave seccate comprendere il vento il mare | fare del male fare - acquistare uscire dai varchi d'emergenza tornare a capo al niente della propaganda
Si disossano bambini si - disossano famiglie fiamme e polpe - poltiglie - popoli senza colore | i vuoti a perdere sionisti | oggi canta la pesca a strascico il rimorso dell'antipasto - l'improbabilefine del mondo - quello che salta fuori
che il mondo migliori come uva . da schiacciareche attenda rossa . ai tornanti e vicoli pieni e neve ora lo scandalo degli iceberg . delle punte a volo radente . ai vinti i sensi di colpa e di tutto di non morire a sufficienza . mancano carni ai perimetri . delle ferite e mancano manuali istruzioni per l'esoscheletro - storie da raccontare
Ciao Luca, ho letto e provato acommentare ma forse per mia inettitudine non riesco a pubblicare. Volevo dirti che mi ha colpito questa scrittura. La potenza cromatica, le consistenze, le traiettorie e la tensione. Mi chiedevo come l’avrei letta senza quella figura così giusta. Mi interessa sempre il rapporto fra immagine e parola – ho studiato le imprese del 600 e a me quella cosa lì mi piace tanto, ma l’immagine orienta tantissimo, fa il 30% del lavoro! E inoltre più che mai – o forse perché ho maggiore consuetudine con la tua poesia, ora – ho sentito la tensione fra ll’essere e lo scrivere in una specie di calma assoluta nello spazio protetto e riunito di sé e la voglia di urlare per strada, un urlo che possiamo anche solo far sfilare con gli altri, in silenzio e nel caos di una confusione allegra ma certo non tranquilla né rassicurante. Il che fare? sempre potente CIAO! R
l’immagine di solito è l’ultima cosa a cui penso quando scrivo un testo, prosa o poesia che sia, il che se vogliamo è abbastanza paradossale visto lo strumento che ho scelto per esprimermi quale è un blog. In questo caso l’idea di un testo sulla grande fatica di comprendere un mondo sempre più capovolto, da quello che però mi rendo conto è essere solo un punto di vista come il nostro, mi è venuta proprio guardando quell’opera, che in fondo sottintendeva il caos della storia che abitiamo quotidianamente. Poi è vero che la tentazione di cercare uno spazio protetto nel quale affilare le parole e scagliarle, per quello che può servire, agli altri e con gli altri, è presente. Non so se è l’inizio di una resa o la consapevolezza che “che fare” non troverà una risposta. Grazie dell’attenzione come sempre.
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