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    06/01/2025

    Si conclude un anno che non esito a definire orribile. Non tanto per vicende personali (non tutto è andato come pensavo e speravo) o per le persone care che se ne sono andate (sempre troppe e sempre lasciando quella presenza del vuoto che solo la morte riesce a infondere) ma per il carico di dolore e devastazione che ha arrecato alla vita quotidiana di milioni di persone. Forse è solo una mia impressione e in realtà non c’è niente di nuovo, né per quantità né per qualità negli eventi che si sono succeduti. Forse sono solo io che ho fatto più attenzione a quello che accade, magari solo per essermi informato di più.

    Oppure è l’anno nel quale sono cadute, da una parte le quinte posticce delle istituzioni con le quali si pensava di governare le relazioni tra paesi, popoli e stati in conflitto, dall’altra le ipocrisie degli ideali dei diritti umani, dell’uguaglianza di ogni persona qualunque fosse l’ideologia, religione professata, “razza” e contesto geopolitico di appartenenza. L’ideale, insomma, che potevano non essere solo la forza ed il potere economico-militare ad imporre la propria legge nel mondo.

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  • Paura

    22/12/2024
    Colonna Marco Aurelio – Roma

    sono erbe spezzate che stanno sotto i piani di cemento
    su cui andiamo e siamo verticali sinché possiamo
    e la in alto vibrano cieli e cieli neri infiniti senza senso –
    Giancarlo Majorino “Viaggio nella presenza del tempo”
    E' il momento ora di avere paura - di stare sui tetti e faticare
    del tempo in bolla e rombo e count-down
    paura del dub e luci fuori asse
    lutti del black friday - stragi a buon mercato

    E' il momento ora della paura di cadere - dei femori di vetro
    degli amici che se ne vanno degli sconosciuti
    in un mare senza boe - di un impero intero che ritorna

    sfinisca la carne vuoto a perdere - permanenza
    del dolore tra la gente

    E' il momento della forza e potere
    dei mercanti - della paura del cuore
    che finga che batta per finta e pensi
    al rito dei batteri di essere se stessi

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  • La femminista guastafeste

    29/10/2024

    di Sara Amhed – Fandango edizioni

    Pranzo di famiglia di Edouard Vuillard – Musée des Beaux-Arts de Pont-Aven – la foto è mia

    Consigli di lettura – Sono arrivato ad avere tra le mani questo testo direi quasi per caso: ascoltando il podcast mondo-cultura di “Internazionale” ne ho sentito la recensione che subito mi ha interessato. Infatti oggi nel campo delle relazioni, anche in contesti familiari/amicali, se il discorso si sposta su questioni di genere o di orientamenti sessuali (o ci si cade per caso…), o di orientamenti politico/ideologici, è molto facile avere a che fare con situazioni nelle quali replicare ad affermazioni superficiali o discriminatorie ci espone come colui/colei che rompe l’armonia, che guasta appunto la “festa” in corso. Ovviamente è necessario avere sviluppato una forte consapevolezza critica e storica del contesto culturale prevalente nel quale operiamo.
    Sara Ahmed è una scrittrice femminista nata in Gran Bretagna nel 1969 da padre pachistano e madre inglese. Successivamente con la famiglia si è trasferita in Australia, dove Ahmed è cresciuta prima di tornare nel Regno Unito per completare il dottorato. È autrice di numerosi saggi a tema sul postmodernismo femminista, la teoria dell’affetto e della fenomenologia queer ma il suo contributo più noto, a giudicare anche da quello che restituisce la rete, è la teoria sulla figura della femminista guastafeste (killjoy), che da anche il titolo al suo blog.

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  • Generazioni

    25/08/2024
    Terra di Francesca Bagnoli

    Credo che la mia generazione, quella nata tra i 10 e 20 anni dopo la fine della seconda guerra mondiale e pertanto ancora pienamente avvolta dall’eco diretto di quegli eventi, abbia in questi mesi perso definitivamente la propria “verginità” etica e politica. Da quasi un anno assistiamo/partecipiamo nuovamente ad un tipo di evento che ritenevamo appartenere al passato, che non si sarebbe ripetuto fungendo in qualche modo da monito per i contemporanei. Il tipo di evento a cui mi riferisco fu ciò che maggiormente sconvolse e traumatizzò la società europea del secolo scorso: l’olocausto degli ebrei e l’idea del genocidio come soluzione ai conflitti politici e di potere (quest’ultimo in realtà diffuso ben oltre la dimensione europea).

    Tale evento ha sempre portato dietro di sé la domanda non solo di come era stato possibile ma soprattutto come si sia realizzato, sviluppato e dispiegato nella mancanza di reazione civica e consapevolezza nell’opinione pubblica del tempo. Oggi diremmo che le generazioni europee di allora assistettero, dalla loro “comfort zone”, all’affermarsi di ideologie totalitarie, leggi razziste, violenze istituzionalizzate che poi trovarono la loro giustificazione a posteriori nell’affermazione “ho solo eseguito gli ordini” di tanti responsabili diretti di quello che poi si è rivelato essere un genocidio.

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  • Carezzare

    03/07/2024
    WEEPING FOUNTAIN, 1986 di LALANNE Francois-Xavier & Claude – la foto è mia
    per saperne di più http://www.museodeibozzetti.it/assets/files/mdb/collezione/bozzetti/s000052.php
    Carezzare l’ira scansarla | tenerla in bocca come lingua
    in pressione che regge - organizzare bolle

    motivare i crolli dei muri - galleggiare la mente
    annaffiare la salvia attraccare sui moli

    carezzare bombe inesplose - il ritmo della lava
    artificieri dell’ovvio, persistere

    alla ragione dei tempi persi al
    guado dei tempi a ritroso

    le etichette scivolano capire
    l’impotenza dell’amore | la fusione dell’attesa

    la certificazione di avere perso
    nella sabbia cercare      orme e monete
    la Posidonia che si disfa

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