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  • E ora?

    05/10/2025

    non siamo lì, a Gaza, sotto le bombe e davanti ai carri armati, a vedere le nostre case rase al suolo, i nostri bambini morire di fame, i nostri feriti finire negli ospedali e i nostri morti seppelliti nella nuda terra. Possiamo solo pensarci notte e giorno, soffermandoci sul nostro orrore.

    Étienne Balibar filosofo

    E ora? Ora che dalle minoritarie iniziative di fine 2023 e buona parte del 2024 che cercavano di sensibilizzare su quanto accadeva a Gaza nella quasi imbarazzata indifferenza generale, alle manifestazioni di questi giorni che hanno attraversato il paese mobilitando centinaia di migliaia di persone come non accadeva da decenni, non possiamo non chiederci che fare? non ho la risposta naturalmente ma penso che la domanda sia centrale. Abbozzo alcune riflessioni generali dalle quali, forse, un tentativo di risposta è possibile.

    Dopo avere partecipato a diverse manifestazioni a Milano e dintorni fino all’ultima di ieri a Roma rilevo:

    • la maggioranza delle persone presenti lo ha fatto a titolo personale. Certo la bandiera della Palestina era ovunque ma moltissimi hanno sfilato senza identificarsi per forza dietro spezzoni sindacali, associativi, partitici
    • il minimo comune denominatore di questa mobilitazione è stato a mio parere il rifiuto delle persone di accettare l’affermazione del principio che la legge del più forte prevalga nel diritto internazionale e che la società civile possa avere un ruolo, esprimere anche una forza in questa direzione, prima ancora delle forze politiche.
    • allo stesso tempo, come è anche normale che avvenga, il movimento si è dimostrato estremamente variegato e articolato, in questo momento anche sugli obiettivi, a parte quello della testimonianza oggi ampiamente raggiunto. Al punto che non c’è alcun coordinamento generale ma solo l’iniziativa dei gruppi, a volte anche in “competizione” tra loro
    • E’ una vera necessità quella di raccogliere il messaggio emerso dalle piazze per trovare un momento di sintesi rispetto agli obiettivi reali possibili, o lo è solo per alcuni? E’ un tema sentito anche da coloro che si sono mobilitati oppure finita la testimonianza delle manifestazioni, ogni attore internazionale resterà al suo posto a fare più o meno quello che faceva prima (Trump, Meloni, Tajani, Netanyhau…) e noi ne prenderemo atto?
    • E’ possibile pensare che un movimento di questo tipo esprima anche l’opposizione delle persone “comuni” all’onda autoritaria, reazionaria e fascista della politica che oggi sperimentiamo quotidianamente?

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  • dal 7/10/2023…

    19/09/2025

    Sono passati ormai 2 anni da quel 7/ottobre/2023, una data destinata a segnare una svolta: quella della fine di una condizione etica e politica generale nella quale fino ad oggi eravamo illusi di stare vivendo. E’ quello che ora ci propone l’insostenibile drammaticità della crisi di Gaza, le cui radici si collocano ben prima del “fatidico” 7 ottobre, ovvero nella genesi di un conflitto e nella nascita di uno stato, Israele, che concepisce la risoluzione dei conflitti con la soppressione fisica di tutti coloro che, per appartenenza di popolo o orientamento ideologico-religioso, non tanto si oppongono ma chiedono semplicemente uno spazio di convivenza. Un conflitto che ben prima di quella data aveva costruito tutte le premesse politiche a quanto accade oggi.

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  • ESISTE LA RICERCA, ESISTE…

    11/09/2025

    Ho partecipato nella giornata di Sabato scorso all’incontro “Esiste la ricerca” promosso da quell’area di poeti, post-poeti, artisti multi disciplinari che si riconoscono, in ambito letterario, in una dimensione di ricerca formale e di contenuti non convenzionali. Una area animata non solo da artisti singoli ma anche da case editrici, centri di scrittura, piccole librerie indipendenti, associazioni di promozione culturale e soprattutto blog e siti sulla rete.

    Atto di nascita a detta di molti è il libro, edito nel 2009 dalle edizioni Le Lettere e ristampato nel 2020 da TIC edizioni, “PROSA IN PROSA”, nel quale un gruppo di autori si univa, all’interno di una cornice comune, per sperimentare, con le parole del prefatore Paolo Giovannetti, “Installazioni prosastiche della poesia”. Il risultato è estremamente interessante e segna senz’altro un punto di scarto con la poesia scritta e edita fino a quel momento.

    Per saperne di più rinvio a questo link dove troverete un saggio di Davide Morelli pubblicato su Poliscritture nel 2021 che approfondisce efficacemente la storia e la realtà di questa “corrente” nei propri punti di forza come, dal punto di vista dell’autore, nei propri limiti. Ho anche provveduto ad aggiornare la pagina di questo blog dedicata ai link da me frequentati con i principali che si rifanno esplicitamente a queste esperienze di ricerca. Altri se ne aggiungeranno.

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  • Viaggio nella presenza del tempo

    01/09/2025
    di Giancarlo Majorino

    In questi giorni ho riletto un testo poetico, o forse sarebbe più corretto dire che l’ho effettivamente letto per la prima volta, che quando fu pubblicato non dedicai particolare attenzione. Probabilmente allora non avevo gli strumenti per comprenderlo appieno, oggi forse qualcuno in più. Parlo di “Viaggio nella presenza del tempo” di Giancarlo Majorino, edito nel 2008 da Mondadori. Il libro non è una raccolta di poesie bensì un poema, un testo lungo e articolato che segue un filo conduttore non sempre evidente e riconoscibile, un testo che impegna il lettore senza fare sconti sia per la propria complessità formale che per i contenuti espressi.

    Non è mia intenzione fare una recensione a tempo scaduto del libro, visto l’anno di edizione. Per questo rinvio ad una serie di lavori che cito in fondo all’articolo. Vorrei più semplicemente condividere gli aspetti che maggiormente, in questa nuova lettura, ho trovato per me significativi e che mi hanno spinto rileggerlo e apprezzarlo particolarmente.

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  • E’ finita la carne da tagliare

    05/07/2025
    Obey- can you hear us? – mostra milanese dello scorso autunno alla Fabbrica del Vapore.
    l’immagine è una serigrafia tratta da una foto che rappresenta un bambino che grida di dolore dopo un bombardamento. Dove? Chi è? Nazionalità? È chiunque e dovunque, siamo noi se ci riconosciamo della stessa umanità. Altrimenti non serve saperlo.  Comunque per correttezza nei confronti dell’artista è un bambino palestinese a Gaza un anno fa…

    E' finita la carne da tagliare      le ossa
    solo quelle restano per l'alba delle lame
    pestare a mano a macchina
    macinare marmo sgranare pugni

    E' finita l'empatia per l'umano - nessuna scorta
    è la peste di Orano da stanare
    il sangue di topi per i gangli umani - percentuali d'acqua      annaffiano sabbia
    scolano      storie arabe di bisturi e suture
    Restano schegge di neuroni      cingoli 
    sugli specchi       sui nervi sguainati
    sulle fibre a specchio       cellula su cellula
    di specchio in specchio l'eterna cecità
    
    la presenza del tempo il caso       ci setaccia
    che oggi sia la morte di chi riesce a vivere
    dormire fare merenda      così di nuovo 
    governano le bandiere nere
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