Obey- can you hear us? – mostra milanese dello scorso autunno alla Fabbrica del Vapore.
l’immagine è una serigrafia tratta da una foto che rappresenta un bambino che grida di dolore dopo un bombardamento. Dove? Chi è? Nazionalità? È chiunque e dovunque, siamo noi se ci riconosciamo della stessa umanità. Altrimenti non serve saperlo.  Comunque per correttezza nei confronti dell’artista è un bambino palestinese a Gaza un anno fa…

E' finita la carne da tagliare      le ossa
solo quelle restano per l'alba delle lame
pestare a mano a macchina
macinare marmo sgranare pugni

E' finita l'empatia per l'umano - nessuna scorta
è la peste di Orano da stanare
il sangue di topi per i gangli umani - percentuali d'acqua      annaffiano sabbia
scolano      storie arabe di bisturi e suture
Restano schegge di neuroni      cingoli 
sugli specchi       sui nervi sguainati
sulle fibre a specchio       cellula su cellula
di specchio in specchio l'eterna cecità

la presenza del tempo il caso       ci setaccia
che oggi sia la morte di chi riesce a vivere
dormire fare merenda      così di nuovo 
governano le bandiere nere
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4 risposte a “E’ finita la carne da tagliare”

  1. Avatar Thomas
    Thomas

    Poesia che parte dal contingente (il genocidio di Gaza) e vira verso l’universale (il male metafisico di Camus). Poesia politica, nel senso più ampio del termine (sguardo sugli altri, empatia per il loro dolore), e poesia di ricerca (sintassi esplosa, lingua-corpo, montaggio di immagini).

    Un disperato e incandescente reportorio della crudeltà.

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  2. Avatar Lucio Mayoor Tosi

    Il mio modesto contributo:
    d’altra parte, io perché non scrivo su Gaza, le ingiustizie e gli orrori della guerra? tu fai bene, è forte questa tua poesia, ma per me tutto finisce nella stessa tasca, quella del mondo; il mondo ha parole del mondo, non c’è scelta, sono già scritte, ogni sentimento ne è pieno. Della pace non si sa niente; se la pace è fatica, inflazione, consumismo disperato, ansia per le sorte del pianeta… che ne sappiamo della pace?
    Questione etica, il dovere di metterle in parole a sostegno di una nobile causa; perché fan male le notizie, ci offende le orecchie l’uso belligerante della ragione. Impresa disperata quella di parlare rivolti al mondo. Il futuro è sogno per pochi privilegiati, o per santi, poeti e genitori.

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    1. Avatar luca chiarei
      luca chiarei

      Mai pensato che la storia parta da un punto A e vada in B, che dal male porti al bene o viceversa; è solo equilibrio, quasi sempre squilibrio, delle forze in campo dove il più forte detta legge. La scelta è da che parte stare, sapendo che non per questo si aggiunge qualcosa al già detto del mondo. Forse è meglio di tacere? Non lo so, per me si…
      “La poesia non muta nulla. Nulla è sicuro, ma scrivi.”

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  3. Avatar Annamaria Locatelli
    Annamaria Locatelli

    apocalittico…è terribilmente vero!

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