Mi suona strano raccontare, in un momento così drammatico, in un tempo così buio nel quale l’empatia tra esseri umani si scioglie davanti al colore della pelle diverso dalla nostra, alla nazione di appartenenza lontana e altra, alla fede religiosa diversa – per chi ce l’ha, di una vicenda così minima e personale. Ma in fondo quel poco che abbiamo ancora in mano della nostra vita, della nostra capacità di promuovere un pensiero critico, di vivere esperienze umane e contro la corrente generale, usiamola tutta e condividiamole.

A questo premio di poesia, al quale ho partecipato più volte, ci tenevo particolarmente perché l’opera di Gianmario Lucini ha influenzato profondamente non tanto il mio modo di scrivere, ma soprattutto le ragioni per farlo. Non posso dire di averlo personalmente conosciuto se non per averlo incrociato come ospite ad una conferenza organizzata dal laboratorio dei Moltinpoesia, un collettivo che svolgeva la propria attività in parallelo a quella della Casa della Poesia di Milano, quando aveva ancora la sua sede presso la Palazzina Liberty. Non ricordo esattamente l’anno, 2007? 2008? probabilmente anche perché non rimasi particolarmente colpito da quello che ascoltai.

Successivamente continuando a sentirne parlare, a leggere di lui nel blog omonimo e nella newsletter che collegava i partecipanti a quella esperienza, non solo come poeta e/o critico ma anche come persona politicamente impegnata sui temi dell’ambiente, della mafia e corruzione, della guerra, la mia attenzione aumentò fino a quando ebbi tra le mani il libro “L’impoetico mafioso – 150 poeti per la legalità e la responsabilità sociale” CFR edizioni. Questa raccolta di poesie ha una introduzione, a cura dello stesso Lucini, sulle ragioni di quella pubblicazione e soprattutto sul senso e la funzione della poesia nella contemporaneità, che mi colpì e colpisce tuttora. L’effetto infatti è stato quello di leggere un testo che avrei voluto scrivere io o, per dirla meglio, come l’espressione chiara e razionale di idee che nebulosamente mi giravano nella testa e che non trovavano una espressione compiuta. In quel testo partendo da una riflessione sulla poesia epica, Lucini così scriveva: “Essa parlava della Polis, del suo popolo e della sua vita, dei suoi problemi, dei suoi dubbi, delle sue paure ataviche. Era una poesia capace di stare dentro la società storica e proporsi con un ruolo molto chiaro, quello di interprete dell’umanità più profonda di metterla in scena anche nelle sue contraddizioni e nei suoi dolorosi paradossi“, Una opzione che oggi in poesia quasi nessuno pratica, forse sarebbe meglio dire, nessuno ricerca,

Non so cosa esattamente significhi “vincere” un premio di poesia né che cosa significhi perdere in questo campo… Diciamo allora che avere avuto l’apprezzamento argomentato dei critici/giurati (non appena saranno disponibili farò un aggiornamento di questo post con le motivazioni) che promuovono questo Premio, per il mio lavoro di questi anni, è stato da una parte una soddisfazione personale, inutile negarlo; dall’altra la conferma che un percorso per quanto minoritario, nell’oceano della produzione poetica contemporanea, può trovare corrispondenze importanti e condivisione. Dopodiché non cambia niente, continuerò a considerarmi un militante che occasionalmente scrive anche poesie più o meno consapevole, per citare Fortini, che “Più che la sovversiva promessa di felicità, la poesia, se si porta ai propri confini, riafferma l’esigenza che gli uomini raggiungono il controllo, comprensione e direzione della propria esistenza.

Io, Marina e mia moglie Elena a Piateda (SO)

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4 risposte a “Poesia”

  1. Avatar luca chiarei
    luca chiarei

    Grazie Thomas

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  2. Avatar Thomas
    Thomas

    Congratulazioni!

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  3. Avatar Mauro Pucci
    Mauro Pucci

    Complimenti Luca, sono felice per te e per la tua ricerca appassionata e instancabile del vivere, e del vivere insieme, in qualsiasi forma essa si esprima: dalla militanza sempre motivata e ragionata, spesso controcorrente, fino alla poesia. Un caro abbraccio da chi non frequenta la poesia, ma apprezza, con una certa invidia, chi la sa leggere e chi la sa scrivere.

    Mauro Pucci

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    1. Avatar luca chiarei
      luca chiarei

      Ciao Mauro,
      grazie per quello che scrivi, mi sembra fin troppo, in fondo quello che cerco è quello che cercano tutti: la consapevolezza di quello che siamo. Per questo continuo a sentirmi principalmente un militante ecologista, pacifista, della sinistra genericamente intesa che legge anche poesia e occasionalmente la scrive. Senza attribuirmi niente di più di chi sviluppa altri percorsi di vita e che di errori e sbagli ne ha fatti davvero tanti…
      Grazie ancora
      Luca

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