dal sito http://www.iuscientists.org/

Le guerre continuano, si allargano, si preparano…

a prevalere sempre di più è l’irrazionalità, sia di chi le vuole sia di chi vi si oppone, mettendo insieme per questo obiettivo tutto e il suo contrario;

a prevalere è la logica semplice e brutale del più forte.

Forse solo un pensiero scientifico e razionale che allarga lo sguardo oltre il proprio settore di competenza può dire ancora cose realisticamente sensate e soprattutto chiare.

Per questo segnalo e condivido dal sito dell’ “INTERNATIONAL UNION OF SCIENTISTS Scientists against militarism and the destructive use of science and tecnology il manifesto degli scienziati contro il riarmo europeo, di cui tra i primi firmatari ci sono i fisici italiani Carlo Rovelli e Flavio Del Santo. Lo trovate anche nella pagina del blog dedicata.

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4 risposte a “Segnalazione”

  1. Avatar Mauro Pucci
    Mauro Pucci

    Ciao Luca,

    ecco perché non firmo.

    L’appello contiene argomenti giusti e noti, ma non condivido quando attribuisce il disarmo nucleare avvenuto durante la guerra fredda ai “politici saggi” (di USA e URSS, in sostanza) che hanno saputo “superare le loro forti divergenze ideologiche e le rispettive questioni di principio”. A mio parere sono stati spinti a negoziare la riduzione nucleare dall’equilibrio dei loro armamenti.

    In altre circostanze, gli stessi politici e negli stessi anni della guerra fredda sono stati molto meno saggi e hanno saputo fare gli interessi dei loro Paesi con la violenza, quando l’altro Paese era più debole.  E’ avvenuto con i regimi fascisti in Sudamerica ad opera degli Sati Uniti e con l’invasione di Budapest e di Praga ad opera dell’URSS.

    Condivido l’appello quando dice che la Russia non intende invadere Berlino o Parigi o Varsavia, ma non ne sarei così sicuro per quanto riguarda le piccole repubbliche baltiche.

    Rinnegando i miei ideali di obiettore di coscienza e di obiettore alle spese militari, ritengo che sia necessaria una forza armata in grado di dissuadere chi vuole fare la guerra, perché permette alla diplomazia di attuare una negoziazione tra pari forze per garantire la reciproca sicurezza, attuare un progressivo parallelo disarmo e favorire la collaborazione tra i popoli.

    Per questo ritengo, purtroppo, che sia necessario un riarmo dei singoli Paesi europei, ma nella prospettiva di una politica estera comune dell’Unione Europea e un esercito comune dell’Unione.

    Se così non fosse, il rischio che i Paesi europei riarmati possano di nuovo fare (e farsi, anche se ora appare impensabile!) la guerra anziché difendersi può essere reale.

    Grazie comunque, Luca, per questo ulteriore stimolo a ragionare su questi tempi.

    Mauro Pucci

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    1. Avatar luca chiarei
      luca chiarei

      Si può obiettare sulla saggezza o meno dei potenti ma che ad un certo punto si sia arrivati con gli accordi salt ad un parziale smantellamento degli arsenali nucleari è un dato di fatto. Se poi andiamo a guardare i dati del sipri la vera obiezione è su questa necessità presunta di riarmo visto che negli ultimi decenni non abbiamo fatto altro che quello. A me pare che ora riproponi gli stessi argomenti che ci contestavano quando sostenevamo l’obiezione di coscienza anche alle spese militari che a mio parere sarebbe da riproporre. Pertanto io tengo il punto. Grazie comunque per l’attenzione.
      Luca

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  2. Avatar Annamaria Locatelli
    Annamaria Locatelli

    Grazie Luca, ho sottoscritto…

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    1. Avatar luca chiarei
      luca chiarei

      Grazie

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