Trieste – foto mia

erano dei treni a scucire fili ˙ per ipotesi per trovare ˙ l’ingresso – poi ricerche ˙ dell’altro ricerche del represso ˙ dell’ingrosso del cibo d’asporto ˙ alimenti dell’attesa silenti ˙ stati del quando ˙ stati del ricordo ˙ un biglietto serviva per salire ˙ le scale come impresa ˙ loro ricordavano luci urbane ˙ che non sapevano che di sale ˙ che di sangue interinale

 

 

Tornavano all’infinito ˙ verbi senza  pronomi ˙ sostantivi casi assoluti ˙ da declinare coniugare˙  con l’ipnosi del male dentro ˙ congiuntiviti delle sintassi ˙ grammatiche minime della ˙ dispersione delle cellule ˙ immemorabili ˙ pensare piano pensare a strati pensare le intercapedini ˙ della cipolla ˙ girare manopole manipolare solidi manipolare volumi

Le critiche binarie ˙ e le leggi dei binari ˙ incalzavano al gelo della ghisa ˙ di binario in rotaia ˙ deraglia il futuro quello a rate ˙ quello del caffè quotidiano ˙ degli umani da schiacciare mentre irriflesse altre lastre incalzano ˙ il comma dei ricorsi attende la prescrizione dell’umano

 

 

Un foglio è bifronte ˙ da questa parte versi ˙ dall’altra elenchi ˙ diversi appunti elenchi ˙ puntati per organizzazione ˙ dei tempi morti da sfinire ˙ organigrammi minimali ˙ servizi per l’utenza ˙ utenti coscienti – in fila per fiale ˙ il capitale dissanguante ˙ metamorfosi delle fiale e files ˙ bussole da scrivania ˙ l’agrofiele si beva a gocce  

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