ITEMPIEIVERSI

Tag: radici

Oggi

Basilica Sant.ma Trinità di Saccargia – Particolare affresco anonimo; la foto è mia

oggi si sente il silenzio leggero
dei binari quando parlano

non ci sono uova per fare la spesa
dice la commessa      è anche finito il nastro
non manca un tram da aspettare ne
le nuvole ferme ai semafori
mentre in tasca il mare che dorme

la voglia di lavorare a Milano

uno scoiattolo grigio davvero –
non un verso – traversa la strada      autobiografia
dell’asfalto      al polso il tempo
scioglie un altro trancio
le radici si stingono non sanno
di caffè      un edicola accende la luce

Avanguardie

Osservando quello che succede in questo periodo il mio pensiero è andato a quello che accadeva un secolo fa, più o meno negli stessi anni,  in Italia e in Europa in ambito culturale e artistico, nella letteratura, nella poesia, nella pittura… I primi decenni del secolo scorso furono quelli dell’affermazione delle cosiddette avanguardie, tra le quali la più importante è stata senz’altro quella dei futuristi – sorta in Italia -, che fondavano la loro forza da una parte sulla rottura radicale con qualsiasi forma di tradizione regolatrice dei codici espressivi (dalla sintassi alla figura, alle scale musicali…), dall’altra sulla acritica accettazione della contemporaneità che allora era caratterizzato dall’avvento della civiltà delle macchine – delle automobili in particolare – e dalla ossessione per la velocità, per l’idea di un progresso inarrestabile della tecnica fino all’esaltazione dell’individualismo come paradigma liberatorio dell’azione sociale.

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viaggi

giacometti1

Alberto Giacometti dal sito chez-edmea.blogspot.it

Si viaggia a volte per tornare

al punto alla partenza

all’ombra sull’acqua

                                       che fa lo svasso

 

si viaggia per scavare     al primo solco

toccare le radici

che tieni nel torace stralci

                        vuoti senza pace

 

sono viaggi senza andata

passi a ritroso mentre risali

tra le foglie dei sentieri colati in collina

quando su un muro – o un orto che non ti aspetti

ancora racconta – i care

ad una figlia che si schiude

pigreco che ferma il respiro

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