ITEMPIEIVERSI

Tag: morte

Star System

Erec et Enide – Codice francese del 1376 da https://gallica.bnf.fr/

Se un esponente pluri milionario dello Star System nazionale diventa, anche solo per un giorno – ma che giorno, il primo maggio la festa del lavoro – l’alfiere dei “valori” della sinistra politica e sindacale, tanto da ricevere “post” e commenti in alcuni casi entusiasti per le proprie dichiarazioni, allora credo che siamo in una situazione molto confusa. Prima di andare avanti sgombriamo subito il campo: non dissento dal merito delle affermazioni fatte; che il decreto di legge Zan debba essere approvato subito, senza se e senza ma, va da sé. Che poi queste dichiarazioni, fatte su un media generalista, siano state osteggiate con atteggiamenti censori da parte di chi lo gestisce non è alla fine rilevante. Non ne fa un eroe, al massimo una persona convinta delle proprie idee e consapevole delle conseguenze e degli effetti che avrebbero prodotto. Ne conosco a decine così. Non è questo il punto.

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Senza titolo

 

Arti e mestieri – Campanile di Giotto – Firenze

Senza Titolo perché quando la situazione è inedita, mai vissuta, indefinibile, una specie di tempo sospeso in cerca di perimetro, è difficile dargli un titolo.

Premessa d’obbligo: non sono un medico, né un virologo e le mie conoscenze di epidemiologia sono quanto mai elementari. Pertanto non entro nel merito della giustezza e efficacia delle misure specifiche varate col passare dei giorni dal governo, che tutti noi stiamo sperimentando. Ne prendo atto e mi adeguo, dal primo all’ultimo provvedimento. Assumo un principio di realtà e ritengo razionale dare per scontato la gravità della situazione, per quanto il flusso comunicativo e di informazione sia magmatico e a volte confuso: che lo stress del sistema sanitario pubblico, che deve garantirci il diritto costituzionale alla salute prima di tutto, sia giunto al limite non dovrebbe essere oggetto di discussione. Leggi il seguito di questo post »

ho preso nota

Sardegna - rocce

Sardegna – rocce

Anche oggi si muore     ho preso nota
ma non ricordo come
accada tutti i giorni
sommessamente senza data
sempre la stessa e come
accada senza ira
lungo rive mediterranee
per recessione per piano industriale
per sviluppo economia militare

mentre noi qui ad aspettare al massimo
l’acqua che sale tra le fessure
per girarsi l’orlo dei pantaloni
e forse non serve     che qui non arriva
ne trincea ne guerra di Dio
basta mettere la prima
uscire                           andare via

i reading di poesia…

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Brick lane – Londra – Sreet art

Segnalo dal blog di Poliscritture questo intervento dell’esplicito titolo Letture pubbliche di poesia: servono alla poesia? di Luca Ferrieri che mi sento di condividere. Su questo tema, che in certi ambienti della poesia è molto “sensibile”, sono intervenuto con una ulteriore riflessione che propongo anche qui. Per quello che può contare dico subito, per chi mi conosce o conosciuto, che non ho alcuna difficoltà a affermare che su questo argomento la mia opinione nel corso degli anni si è modificata. Certamente quello che dico oggi non è quello che facevo e pensavo qualche anno fa. Allo stesso tempo però non rinnego niente del passato perché mi è servito ad arrivare a questo punto, alle conclusioni attuali che potranno modificarsi ancora. Di seguito il mio intervento:

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Fogli di carta…

mani modotti

Tina Modotti – mani di operaio con badile, 1926

> Andrea Tarabbia La buona morte, Manni 2014

Non tutti i libri sono “belli” da leggere, non tutti i libri sono piacevoli ma non per questo non vale la pena andare oltre lo sforzo che ci costringono a compiere per arrivare all’ultima pagina. Lo spirito delle recensioni del mio blog è quello di segnalare i testi la cui lettura in qualche modo mi ha cambiato, ha fatto di me una persona diversa da quella che ero alla pagina uno (il cambiamento, piccolo o grande che sia, dovrebbe essere a mio parere il fine ultimo della letteratura). Il libro di cui parlo oggi è dunque uno di quelli: si tratta di Andrea Tarabbia ed il suo “La Buona morte” Manni editore. Un testo a cui sono arrivato grazie ad un input esterno ricevuto da chi, a me molto vicino e molto più giovane, si trova ad affrontare più o meno direttamente questo tema; altrimenti non so se sarebbe mai passato tra le mie mani. Leggerlo in molti passaggi è stato faticoso: mi sono quasi dovuto imporre di farlo, ma è stata una fatica salutare e benefica.

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Cronache 1

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Ancora su Charlie Hebdo

Passato qualche giorno dai fatti di Parigi è il momento della riflessione. Provo a farlo da giorni e mi rendo conto che la questione è estremamente complicata, oscura, e foriera di prospettive non certo entusiasmanti per le nostre democrazie, già sufficientemente arroccate e chiuse (chi non l’avesse ancora fatto vada a vedere il film “Io sto con la sposa” per rendersi conto che cosa intendo). L’immagine che riporto ad esempio non so quanto possa tranquillizzare o invece preoccupare. Certo, dipende molto in quale punto del pianeta si vive…Comunque sia discuterne può servire. In questo senso vi segnalo tre post dal blog Poliscritture dove si possono trovare molti spunti interessanti. Si comincia con una riflessione antesignana sulla domanda se la civiltà mussulmana è in declino; poi si prosegue con una raccolta di vari interventi apparsi sul web all’indomani della strage; infine una  riflessione sulla manifestazione di parigi di Domenica scorsa su cui sono intervenuto con la riflessione che segue, all’intervento principale

Lo dico chiaramente, questo modo di ragionare non mi piace. Nonostante condivida l’80? il 90? il 95% della riflessione di Riolo mi dissocio dall’idea di fondo che sottende il suo intervento e dalle conclusioni, per quello che sono riuscito a comprendere. E spiego il perchè: Leggi il seguito di questo post »

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