ITEMPIEIVERSI

Tag: Lettera ad una professoressa

Ricchi e poveri tra Don Milani e Jeff Bezos, pensieri sull’anno…

Europa, tramonto.

” Le durezze e le fatiche della guerra, quelle che si patiscono sulla propria persona, ricadono su chi sopporta la violenza di tutte le cose, sulla parte più umile e più povera di tutta la nazione, sugli schiavi lavoratori: infatti per quanto grandi possano essere la prosperità e il lusso di una nazione, deve pur esserci qualcuno che lavora; le case e le navi debbono essere costruite, le merci debbono essere trasportate e la terra coltivata” B. Mandeville, La favola delle api, 1723

L’anno che si chiude non sarà ricordato, almeno credo, per svolte epocali, segni particolari di cambiamento o speranza. Credo che sia stato un anno che si aggiunge come gli altri ad un periodo di progressivo deterioramento della vita politica e sociale, sempre più chiusa nelle spinte populiste incapaci di pensare la vita collettiva secondo principi diversi dall’interesse individuale e immediato; anche molte manifestazioni artistiche e culturali sembra abbiano abdicato ad un ruolo critico e affondano nelle maglie della rete e dei social, appiattendosi in una massa di contenuti tutti tra loro equivalenti e indifferenziati.

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Don Lorenzo Milani, l’anniversario

banco di scuola a Barbiana – la foto è mia

Quest’anno ricorre il cinquantesimo anniversario della morte di Don Lorenzo Milani e della pubblicazione del libro “lettera ad una professoressa” scritto dagli allievi della scuola popolare di Barbiana, da lui “fondata” in occasione del suo arrivo nella frazione Toscana nel 1954. La ragione di quella lettera fu la bocciatura di due ragazzi della scuola che, dopo la licenza media, volevano dedicarsi all’insegnamento e per questo svolsero presso la scuola di Barbiana il programma del primo anno delle magistrali. A giugno scesero a Firenze per sostenere l’esame come privatisti e furono entrambi respinti in modo umiliante. E’ opportuno precisare, visto quello che è accaduto in Italia in questi 50 anni sul tema della scuola privata/pubblica, che per don Lorenzo Milani la scelta della scuola popolare “privata” era una necessità sia geografica, Barbiana era allora una frazione isolata del Mugello raggiungibile solo a piedi, sia politica, per l’emancipazione dei figli delle classi lavoratrici di operai e contadini. Nell’Italia degli anni 50 la scuola non arrivava ovunque e per quei ragazzi l’alternativa più comune era l’esclusione. Leggi il seguito di questo post »

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