ITEMPIEIVERSI

Tag: gente

Domani

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Santa Maria Novella, Cappellone degli spagnoli, affreschi di Bonaiuto-particolare (la foto è mia)

 

Non so che faremo a natale quest’anno
in quale bar fiutare le orme scansare
transenne accarezzare confini
come lame     bere
caffè amaro      cercare
stazioni per discutere                mercatare
idee lungo binari aspettare        che tornino
i denti smarriti

poi leggersi in foto
bambino a dicembre il tempo
che si tende ad arco      da schiena
a costola ora padre figlio in fila impilato

ancora c’è gente
ancora c’è una fetta da tagliare

ho preso nota

Sardegna - rocce

Sardegna – rocce

Anche oggi si muore     ho preso nota
ma non ricordo come
accada tutti i giorni
sommessamente senza data
sempre la stessa e come
accada senza ira
lungo rive mediterranee
per recessione per piano industriale
per sviluppo economia militare

mentre noi qui ad aspettare al massimo
l’acqua che sale tra le fessure
per girarsi l’orlo dei pantaloni
e forse non serve     che qui non arriva
ne trincea ne guerra di Dio
basta mettere la prima
uscire                           andare via

Sul confine

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            Ernesto Treccani-Popolo di volti- da http://www.settemuse.it

 

Sul confine è tutto fermo nessuno
si muove si gira dal collo
al cielo per guardare quello che non
accade

Su quella linea è fila transumana
che spinge dentro dove
tutti aspettano sporchi e stanno come
anche quelli fuori su quel filo

sanguinolento dove     finisce il continente
tra fango e tosse
di dichiarazioni     fumo
plastico
che respirano i bambini

Idomeni io non lo so dov’è
so che da li si torna senza
esserci arrivati                e
non sento voci ma catarro
in fondo un languore     di schermo
in un bar nell’ora di cena

Si vede la gente perdersi

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Barconi sull’orlo della sera d’occidente…  dell’amico Sandro Sardella che ringrazio

 

Si vede la gente perdersi
in cenere                    si scioglie

risalire in calca se stessa mentre
si squama sanguina si               compra
si defila

lasciando calchi sotto capillari
ignorando le parole di questo
tempo di mani aperte
dei lavori che ci fanno               scoria
scarti di agenzia

anche certificati stralci
graffe precarie quasi in fila

come lune che si guardano

luna

come lune che si guardano     quelle che
fanno il rumore della gente che cammina     quelle che

guardano guardare     quelle che
inevitabili parallassi cercano

segni di uno sguardo     quelle che
sono rocce vuote senza eco

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