ITEMPIEIVERSI

Tag: critica

Autocoscienza (?) sulla poesia. Riflettendo…

Maria LaiOmaggio a Gramsci (particolare)
Museo Stazionedellarte Ulassai (NU)

L’atto dello scrivere, a qualsiasi livello di qualità si collochi, essendo orientato a veicolare un contenuto rivolto verso l’esterno, dovrebbe essere sempre eseguito in maniera assolutamente consapevole. L’autore dovrebbe avere chiari i propri obiettivi insieme al senso generale che vuole attribuire alla propria opera (magari un senso generale non è necessario…). A maggiore ragione se l’atto della scrittura è quello della versificazione, un gesto letterario che sembra progressivamente (inesorabilmente?) perdere di interesse e rilevanza generale, sfumando lentamente dal proprio perimetro di competenza. Senza consapevolezza, considerazione quasi banale per i più ma nel mio percorso imperativo necessario, la poesia invece che scritta è messa in scena diventando un gesto mimetico di altro, non corrispondente, non autentico. Con questo non intendo affermare che la consapevolezza è sempre garanzia del valore del risultato finale ottenuto; serve poi lo studio, la ricerca, il talento e dopo e soprattutto la critica letteraria e l’autocritica (militante?), insomma la dialettica tra le posizioni.

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condivisioni e dintorni…una breve personale riflessione

Chiesa di San Nicolò – Treviso – scriba

 

Dopo averci riflettuto un po’, convinto come sono che la cultura da sola non ce la possa fare a cambiare la rotta di un paese, della società, del pianeta ma alla fine ci voglia la politica, quella brutta, sporca, cattiva e noiosa, ho cominciato a riavvicinarmi all’attività politica diretta. La prima reazione sinceramente è stata di sconcerto, come quando ad un appuntamento ti accorgi che l’orologio si è fermato, non te ne sei accorto ed ora devi correre perché sei tremendamente in ritardo. E non ti rendi bene conto neanche di quello che ti sei perso…

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Metrica e sardine…

dalla permanente Fondazione Prada Milano-foto mia

permanente Fondazione Prada Milano-foto mia

Mi capita di partecipare ad un laboratorio universitario sull’uso della metrica in poesia(a chi interessa gli spiego perché…) e nel corso di una lezione sulla relazione/evoluzione tra metrica classica e “moderna”, il ruolo della tradizione e le avanguardie letterarie, si è sviluppata una interessante riflessione che è scivolata al di fuori dell’ambito accademico, dalla nicchia degli “addetti” ai lavori. Dalla premessa che la letteratura, la poesia e l’arte in generale non dovrebbero godere di un regime speciale che li colloca al di fuori della realtà e delle contraddizioni della storia, … Leggi il seguito di questo post »

Ricchi e poveri tra Don Milani e Jeff Bezos, pensieri sull’anno…

Europa, tramonto.

” Le durezze e le fatiche della guerra, quelle che si patiscono sulla propria persona, ricadono su chi sopporta la violenza di tutte le cose, sulla parte più umile e più povera di tutta la nazione, sugli schiavi lavoratori: infatti per quanto grandi possano essere la prosperità e il lusso di una nazione, deve pur esserci qualcuno che lavora; le case e le navi debbono essere costruite, le merci debbono essere trasportate e la terra coltivata” B. Mandeville, La favola delle api, 1723

L’anno che si chiude non sarà ricordato, almeno credo, per svolte epocali, segni particolari di cambiamento o speranza. Credo che sia stato un anno che si aggiunge come gli altri ad un periodo di progressivo deterioramento della vita politica e sociale, sempre più chiusa nelle spinte populiste incapaci di pensare la vita collettiva secondo principi diversi dall’interesse individuale e immediato; anche molte manifestazioni artistiche e culturali sembra abbiano abdicato ad un ruolo critico e affondano nelle maglie della rete e dei social, appiattendosi in una massa di contenuti tutti tra loro equivalenti e indifferenziati.

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Referendum…

campanile di Giotto "particolare" - Firenze

campanile di Giotto “particolare” – Firenze

Sono convinto che l’ambito delle scelte politiche non debba essere distinto da quello della produzione artistica, culturale, poetica anzi, dovrebbe essere il luogo nel quale scavare, interrogarsi per poi scrivere, se ancora possibile, qualcosa di più della propria esperienza personale…per questo, come in altre occasioni, faccio la mia scelta, mi schiero, non faccio l’indifferente che tanto detestava giustamente Gramsci.

Si o No, non ci sono altre possibilità quando si tratta di referendum. Dire io voto si o no ma…non ha molto senso, quello che resta è solo la decisione finale nella sua semplice evidenza. Forse è possibile dire si o no perché: per votare almeno in maniera più consapevole, non certo perché la motivazione si distingua alla fine nel risultato finale; il tuo Si o No si somma a quello degli altri e produrrà oggettivamente i propri effetti.

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i reading di poesia…

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Brick lane – Londra – Sreet art

Segnalo dal blog di Poliscritture questo intervento dell’esplicito titolo Letture pubbliche di poesia: servono alla poesia? di Luca Ferrieri che mi sento di condividere. Su questo tema, che in certi ambienti della poesia è molto “sensibile”, sono intervenuto con una ulteriore riflessione che propongo anche qui. Per quello che può contare dico subito, per chi mi conosce o conosciuto, che non ho alcuna difficoltà a affermare che su questo argomento la mia opinione nel corso degli anni si è modificata. Certamente quello che dico oggi non è quello che facevo e pensavo qualche anno fa. Allo stesso tempo però non rinnego niente del passato perché mi è servito ad arrivare a questo punto, alle conclusioni attuali che potranno modificarsi ancora. Di seguito il mio intervento:

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