ITEMPIEIVERSI

Tag: consapevolezza

Autocoscienza (?) sulla poesia. Riflettendo…

Maria LaiOmaggio a Gramsci (particolare)
Museo Stazionedellarte Ulassai (NU)

L’atto dello scrivere, a qualsiasi livello di qualità si collochi, essendo orientato a veicolare un contenuto rivolto verso l’esterno, dovrebbe essere sempre eseguito in maniera assolutamente consapevole. L’autore dovrebbe avere chiari i propri obiettivi insieme al senso generale che vuole attribuire alla propria opera (magari un senso generale non è necessario…). A maggiore ragione se l’atto della scrittura è quello della versificazione, un gesto letterario che sembra progressivamente (inesorabilmente?) perdere di interesse e rilevanza generale, sfumando lentamente dal proprio perimetro di competenza. Senza consapevolezza, considerazione quasi banale per i più ma nel mio percorso imperativo necessario, la poesia invece che scritta è messa in scena diventando un gesto mimetico di altro, non corrispondente, non autentico. Con questo non intendo affermare che la consapevolezza è sempre garanzia del valore del risultato finale ottenuto; serve poi lo studio, la ricerca, il talento e dopo e soprattutto la critica letteraria e l’autocritica (militante?), insomma la dialettica tra le posizioni.

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il senso della letteratura…

dfwc-podium-edrantscom

David Foster Wallace, immagine tratta dal sito http://viz.dwrl.utexas.edu

Il senso della letteratura…è una bella domanda alla quale non sono certo in grado di rispondere ma stimolato da un incontro fortuito avvenuto in rete, abbozzo una semplice riflessione. L’incontro è con David Foster Wallace che ho ritrovato  in questo post a lui  dedicato, autore fondamentale per la mia “formazione”, soprattutto per la sua opera saggistica. Lo ammetto, i suoi testi principali quali “La scopa del sistema” e “Infinite gest” mi attendono con le loro migliaia e migliaia di pagine sugli scaffali della libreria e per questo probabilmente sto perdendo il meglio della sua opera. Forse questa mia conoscenza ancora parziale vizia il giudizio ma, comunque stiano le cose, DFW resta un punto di riferimento.

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