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ho preso nota

Sardegna - rocce

Sardegna – rocce

Anche oggi si muore     ho preso nota
ma non ricordo come
accada tutti i giorni
sommessamente senza data
sempre la stessa e come
accada senza ira
lungo rive mediterranee
per recessione per piano industriale
per sviluppo economia militare

mentre noi qui ad aspettare al massimo
l’acqua che sale tra le fessure
per girarsi l’orlo dei pantaloni
e forse non serve     che qui non arriva
ne trincea ne guerra di Dio
basta mettere la prima
uscire                           andare via

Levatrici

 

Chiyeko Higashiyama nel Film “Viaggio a Tokyo” 1953 di Yasujiro Ozu

 

Levatrice di se stessa
stelo inconsapevole                 da madre a cenere
da radice a cielo                      spina neo
che si insinua                    restare sveglio senza     
scosse continuare metamorfosi
vivere senza un battito che
ti perdoni

Non la luce di un film è una carezza
ne acqua ti lascia andare mentre
ogni sospiro che fai è un figlio
che non c’è o quello che
non ti riconosce più

e non impari da madre in padre
che quello che scorre                il sangue
non è più quello che pensi
è diventato altro

a natale non so quello che faremo

 

 

il senso della letteratura…

dfwc-podium-edrantscom

David Foster Wallace, immagine tratta dal sito http://viz.dwrl.utexas.edu

Il senso della letteratura…è una bella domanda alla quale non sono certo in grado di rispondere ma stimolato da un incontro fortuito avvenuto in rete, abbozzo una semplice riflessione. L’incontro è con David Foster Wallace che ho ritrovato  in questo post a lui  dedicato, autore fondamentale per la mia “formazione”, soprattutto per la sua opera saggistica. Lo ammetto, i suoi testi principali quali “La scopa del sistema” e “Infinite gest” mi attendono con le loro migliaia e migliaia di pagine sugli scaffali della libreria e per questo probabilmente sto perdendo il meglio della sua opera. Forse questa mia conoscenza ancora parziale vizia il giudizio ma, comunque stiano le cose, DFW resta un punto di riferimento.

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la nebbia sopra la città

2 Exposé (Pubblico)blog

exposé (particolare) di Francesca Bagnoli

La nebbia sta sopra la città      vista
dal gelo di prealpi è un eco
fuso sotto al sole
la nebbia è tutto quello che resta delle voci

poi tagli tra le mani quasi risa
in questo paese che deriva
mentre l’inverno si è fermato ad aspettare

la storia delle nubi che non passa
quando sulla pelle d’acqua di lago

ora a galla da una sponda l’altra si sfila

c’è un vuoto lunare…

brunella-organetti

disegno di Enrico Brunella

 

C’è un vuoto lunare cieco e assoluto
che non ci lascia soli

che non ci fa pensare fino
al prossimo urlo muto

come polvere della terra
quella sull’acqua che resta da bere

quella che stride nei denti essiccati
dell’ultimo giorno di guerra

 

pubblicata negli “organetti”

Gaele Edizioni 2014

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