ITEMPIEIVERSI

Mese: luglio, 2018

Non si capisce più

Villa Panza -Varese- arte ambientale -particolare-

Non si capisce più il finale e queste
parole nere come lime
le file di chi ora non parte
di chi non se ne va

non si capisce neanche questa coda
spasmo del tornello la conta
degli esuberi quando alle rotonde
nessuno impara a restare da solo

in fondo ai corridoi maniglie
da afferrare mentre sfocata
sarà questa neve la contrazione
del silenzio lo zolfo da annusare
dopo le gallerie la luce ci urla
sbianca il presente      una coperta
per dormire nei solai
coazione del soggiorno
una idea forse      del sangue contro la pioggia

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Avanguardie

Osservando quello che succede in questo periodo il mio pensiero è andato a quello che accadeva un secolo fa, più o meno negli stessi anni,  in Italia e in Europa in ambito culturale e artistico, nella letteratura, nella poesia, nella pittura… I primi decenni del secolo scorso furono quelli dell’affermazione delle cosiddette avanguardie, tra le quali la più importante è stata senz’altro quella dei futuristi – sorta in Italia -, che fondavano la loro forza da una parte sulla rottura radicale con qualsiasi forma di tradizione regolatrice dei codici espressivi (dalla sintassi alla figura, alle scale musicali…), dall’altra sulla acritica accettazione della contemporaneità che allora era caratterizzato dall’avvento della civiltà delle macchine – delle automobili in particolare – e dalla ossessione per la velocità, per l’idea di un progresso inarrestabile della tecnica fino all’esaltazione dell’individualismo come paradigma liberatorio dell’azione sociale.

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